Act. XX- Burial (Sepoltura) – La saga di Gojyo e Hakkai 3
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Perchè bisogna vivere?? È così stancante...ma anche l’idea di morire è stancante..la cosa migliore sarebbe che la mente si svuotasse così da non pensare più a nulla...
Era questo ciò he pensava Gojyo prima di incontrare Banri. A quei tempi per lui era all’ordine del giorno avere a che fare con bande di teppisti: alle provocazioni non si tirava certo indietro, anzi... Fu proprio durnte uno di questi scontri che le loro strade si incrociarono. A Banri non era sfuggita la forza del govane mezzo demone, tanto da chiedergli se anche lui avesse un prezzo. “non in quel senso!!” si affretta a precisare ad un sospettoso Gojyo “ti sto solo chiedendo quanto mi costerebbe averti come mio partner per un lavoro”. Chissà cosa aveva pensato Gojyo in quel momento...ma sicuramente preferiva non pensare a niente....
E’ passato molto tempo da allora...il presente di Gojyo è sicuramente un po’ diverso. Attualmente è stato chiamato in causa da un certo bonzo che sta spiegando loro che è stato incaricato di trovare una banda che negli ultimi tempi ha scassinato le casseforti di molti templi. Gli è stato detto di risolvere al più presto la faccenda, ma attualmente ha molte altre cose a cui pensare...quindi ha pensato bene di affidare a loro il compito di dare la caccia a quei banditi e di recuperare la refurtiva al posto suo... Discorso che sembrerebbe non fare una piega, se Gojyo non lo fermasse facendogli notare un “piccolo” particolare: “Perchè mai NOI dovremmo aiutareTE nei TUOI affari???” Anche Hakkai sembra perplesso... “Lasciando da parte gli aspetti comportamentali devo ammettere che voi due non siete tanto male...comportamento a parte, ripeto...tra l’altro,non essendo un ordine dei Sanbutsushin ma una mia richiesta, potrete anche richiedermi un rimborso spese al vostro ritorno...” Tuttavia le sue parole non sono affatto convincenti. Il rifiuto di Gojyo è categorico: non gli passa neanche per la testa di mettersi in società con nesuno, e men che meno di mettersi a fare commissioni per pezzi grossi del suo calibro. Meno spavaldo ma altrettanto deciso è il rifiuto di Hakkai: ciò che desidera è potere vivere la sua vita in pace da ora in poi grazie a quella seconda possibilità che in fondo è stato proprio lui a dargli...A queste reazioni Sanzo si mostra alquanto contrariato...ma del resto, osserva, non sono altro che feccia inutile... A quel punto Gojyo proprio non ci vede più: lo afferra per la veste e gli chiede di spiegare più chiaramente il senso di quella osservazione. Dopo avere scostato la mano del kappa, il bonzo dunque glielo ripete senza mezzi termini: feccia come loro, a questo punto, possono ancora passare per persone pulite? Un cencio ha il dovere di essere un cencio, non può pretendere di essere altro. “E tu cosa ne sai?” gli rispone Gojyo prima di andarsene. “Non si cambia stile di vita così facilmente...e le persone non cambiano mai realmente...perchè non si può.”
Più tardi qualcuno bussa con forza alla porta di Gojyo. Hakkai va ad aprire pensando fosse Banri, ma i due tipi dall’aspetto poco rassicurante che si trova invece davanti, gli chiedono se sia lui Gojyo, che nel frattempo appare da un’altra stanza domandando cosa stia succedendo. I due sconosciuti allora si rivolgono a quello che sembra essere il Gojyo che cercavano dicendogli che era stato Banri a chiedere loro di andare lì per portarlo da lui. Hakkai non sembra molto convinto dalle parole dei due tizi e vorrebbe fermare Gojyo che invece acconsente ad andare con loro e lo zittisce con un brusco “non sono affari tuoi”. “Sì. E’ vero...” constata laconicamente Hakkai.
L’accoglienza che viene data a Gojyo non è delle migliori: dopo esere stato scaraventato a terra, Banri, ferito e legato ad una sedia e un gruppo di brutti ceffi, gli spiegano la situazione: data la sua abilità nei furti gli era stato dato l’incarico di svaligire tutti i templi della zona ma lui era scappato via vendendo la refurtiva; rintracciato dalla banda, gli era stata data un’ultima occasione per salvare la pelle, ovvero fare per loro conto un’ultima e sostanziosa rapina al tempio di Cho’an; tutto ciò che dovrebbe fare Gojyo sarebbe aspettare il suo ritorno come ostaggio al posto suo...se Banri tornerà entro le 2:00 del mattino bene, altrimenti... A malincuore Gojyo acconsente, ma non appena fuori da quel luogo le intenzioni di Banri appaiono subito chiare: “heheheh…Ci vediamo...bisogna pur campare, Gojyo.”
Nel frattempo Hakkai sta per uscire di casa...improvvisamente comincia a piovere, proprio come faceva la prima volta che incontrò Gojyo e la malinconia nel ricordare quell’incontro lo sopraffece per un momento... Dal canto suo Gojyo in quel momento pensava solo al presente: erano già le 2:30 e di Banri non c’era nessuna traccia...era ovvio che aveva messo tutti nel sacco scappando, fece notare ridendo.. “E TU allora? Essere usato e morire per nulla – non è incredibilmente stupido?” gli urla un demone picchiandolo. “Ah, certo che lo è!” risonde il Kappa sferrando un calcio...
“Ecco perché è così stancante...Non ho mai nutrito aspettative...non nelle altre persone...ne’ in me stesso...” pensa il ragazzo guardando con rassegnazione una pistola puntata alla sua fronte...
La rissa però viene interrotta con dei violenti colpi d’ombrello...si tratta di Hakkai che, da bravo stupido come lui stesso si definisce, non era riuscito a stare a casa facendosi gli affari propri...del resto, aggiunge, anche Gojyo glielo aveva detto: la gente non può cambiare così facilmente. “Non eccello proprio in nulla...” conclude. “Neanch’io...” rispode sorridendo Gojyo.
Ma non è tempo di chiacchiere e smbra proprio che l’unico modo per porre fine a quella situazione sia uccidere qualcuno: Hakkai dunque davanti ad uno sgomento Gojyo si toglie i dispositivi di controllo dall’orecchio e, dopo che il suo corpo è ridiventato quello di un demone, li attacca eliminandoli tutti: adesso è tornata la tranquillità, persino la pioggia ha smesso di cadere e, involontariamente, aveno persino fatto ciò che Sanzo aveva loro chiesto...insomma ora sembra tutto risolto...mentre si incamminano verso casa, ad Hakkai resta soltanto una curiosità: “Ma Gojyo, se sapevi fin dall’inizio che stesse mentendo, per quale motivo hai acconsentito a fare da ostaggio?” “Beh, perche’ se per caso fosse tornato sarebbe stato nei guai…” “Davvero. Il ruolo di cattivo non ti sta molto bene.” “Chiudi il becco...”
A Choan l’indomani Hakkai presenta a Sanzo il “conto” per avere adempiuto alla sua richiesta: costo per le cure di Gojyo (accettate molto a malincuore dal bonzo), costo di due ombrelli rotti, costo per riparare la porta di casa (anche se questa non c’entrava molto, pensa tra sè e sè il kappa), costo per i vestiti strappati… “Hmpf. Sembra ci sia stato un cambiamento nel vostro modo di fare.” osserva il bonzo “Oh? Non lo sapevate? Siamo tutti feccia.” risponde ironico Hakkai. Ad interrompere il loro discorso sopraggiunge Goku, sostenendo di avere finalmente trovato la soluzione al problema di aritmetica assegnatoli da Hakkai la volta prima:sei mandarini meno due, fa sempre zero perchè se i restanti se li mangiano loro!! E così dicendo passa un mandarino a testa. “E’ acerbo...”, dice Gojyo ridendo e mangiando uno spicchio... |