Act. XX- Burial  (Sepoltura) – La saga di Gojyo e Hakkai 2

 

 

 

La rimpatriata tra i due vecchi amici continua senza troppi convenevoli e Gojyo domanda a Banri dove sia stato durante l’ultimo anno: pare infatti che prima di andarsene avesse preso in giro qualche donna per farsi mantenere, ma poi è venuto a sapere che si trattava della donna di un qualche pezzo grosso della malavita, e pertanto era stato costretto a scappare per salvarsi la pelle...aveva corso un bel rischio ma adesso, pensando che le acque si saranno certamente calmate, ha pensato di ritornare.

“Ah, dunque è per questo che ha dovuto abbandonare la città per un po’ di tempo?”interviene placidamente Hakkai.

A quel punto finalmente Banri sembra accorgersi della presenza del ragazzo, e domanda chi sia.

Gojyo gli risponde che il suo nome è Hakkai e che la sua è una storia un po’ particolare...in ogni caso, al momento, vive lì con lui, affermazione che suscita l’ilarità del demone: che in un anno il suo amico abbia cambiato gusti? Del resto a stare troppo tempo da soli si possono sentire anche particolari esigenze...

Mentre i due vecchi amici continuano a punzecchiarsi, Hakkai ricorda che deve recarsi da Sanzo è, accomiatandosi educatamente, si prepara ed esce.

Anche questo comportamento educato non sfugge al commento del demone: un tipo così “perbene” non si addice certamente allo stile di vita di Gojyo...anche se in realtà la faccenda non gli interessa più di tanto...ciò che invece gli preme maggiormente in quel momento è chiedere a Gojyo se è disposto a mettersi in società con lui: ha infatti attualmente per le mani dei grossi affari, nulla di legale ovviamente (come il kappa aveva già intuito del resto...), ma in fondo non sarebbe la prima volta per loro...e poi, in fondo, uno stile di vita onesto non si addice a gente come loro: tanto vale tornare a lavorare insieme, proprio come una volta...

 

Nel frattempo Hakkai è impegnato a spiegare un po’ di aritmetica a Goku:

“Dunque, i due mandarini stanno combattendo luno contro l’altro, poi decidono di utilizzare le tecniche ninja e si dividono entrambi in tre..quindi diventano due volte tre...quanti mandarini ci sono alla fine?”

“Uhmmmmm...la risposta è ZERO!” dice il bambino dopo averci pensato seriamente...

“Zero? E perchè?”

“Perchè me li sono mangiati tutti!” risponde trionfale Goku...

Sanzo allora fa notare che usare del cibo per fare esempi a quella scimmia è una causa persa, nonostante un ormai quasi rassegnato Hakkai continuasse a sostenere che utilizzando qualcosa che avrebbe interessato il bambino ne avrebbe migliorato le capacità di apprendimento..anche se la cosa si era rivelata molto più dura del previsto!

Il bonzo allora gli domanda perchè abbia voluto diventare il maestro privato della scimmia, nonostante per tutti questi sforzi non ricavi nulla...

Hakkai però non è d’accordo con queste parole: ogni volta che vede Goku il suo cuore è come se diventasse più leggero e, inoltre, andando lì e occupandosi del bambino aiuterebbe anche Sanzo ad alleggerire  la sua giornata....è anche un modo di sdebitarsi: nonostante infatti il bonzo continui a ripetergli che non deve sentirsi in obbligo, lui non può fare a meno di pensare che è stato solo grazie al suo intervento se è stato concesso ad un criminale come lui di essere ancora libero.

In realtà, ammette Sanzo, promettere di sorvegliarlo per lui non è stato affatto un problema: era infatti fermamente convinto che non sarebbe stato più un percolo per nessuno...

Alle timide proteste di Hakkai, se non sia stato troppo sicuro delle sue convinzioni in quel momento, Sanzo intuisce che qualcosa non va e, dopo avegli fatto notare che finora non era successo niente, chiede al ragazzo se ci sia qualcosa che non gli abbia detto...

“No, non c’è nulla...” risponde sorridendo un po’ forzatamente il giovane.

Fortunatamente per lui arriva Goku, lamentandosi della troppa asprezza dei mandarini usati per le lezioni (non a caso Hakkai gli aveva raccomandato di non mangiarli)... Il discorso si interrompe dunque così, tuttavia Sanzo continua a guardare il giovane poco convinto...

 

Tornato a casa Hakkai trova la porta ancora divelta e Goyjo addormentato sul tavolo, dove sono evidenti i segni di una colossale bevuta, mentre dalla cucina ad un tratto appare Banri, anche lui semi ubriaco ma ancora in sè, che sarcastico gli dà il benvenuto.

Mentre Hakkai con indiffernza chiede se oltre a bere abbiano già mangiato qualcosa (eventualmente c’era ancora la cena della sera prima...), il demone gli si avvicina e, toccando gli orecchini che il giovane porta all’orecchio sinistro gli chiede se siano dei dispositivi di controllo.

Il giovane senza rispondere allontana infastidito la mano di Banri, che invece sembra piacevolmente sorpreso della scoperta: nonostante le apparenze, appartengono entrambi alla stessa specie, anche lui è un DEMONE...

Sempre più a disagio Hakkai cerca di minimizzare il tutto, chiedendo se fosse una cosa così strana indossare simili accessori, ma la risposta di Banri è alquanto polemica: perchè deve essere un demone ad adattarsi agli umani indossando simili aggeggi??

Il Togenkyo, “il luogo dove umani e demoni vivono in pace e armonia” non è altro che un’illusione: in realtà è più che evidente che, sia nel passato che nel presente, gli uomini siano sempre stati gli unici ad essere davvero socialmente accettati: a conti fatti c’è ancora discriminazione dei demoni da parte degli umani, ed è proprio perchè in realtà gli umani hanno paura di loro che sono stati inventati i dispositivi di controllo...e per i mezzosangue come Gojyo la situazione è anche più difficile: la verità è che la società li considera solo in base al loro sangue, e pertanto li tratta come dei fuoricasta, come se fossero la feccia del mondo...

“Anche se in fondo non penso che sia poi così sbagliato” aggiunge ridacchiando, probabilmente riferendosi a sè stesso...quindi, tornando sinistramente serio gli dice di tenere a mente le sue parole: un giorno, infatti, mostreranno a quegli umani che adesso li guardano con superiorità ciò di cui i demoni sono davvero capaci...

 

Dopo avere ascoltato il discorso di Banri, è ora il turno di Hakkai di dire la sua: ai suoi occhi questi non sono altro che discorsi fatti dai demoni per dare la colpa alla società del loro criticabile comportamento...se il discorso sulla “differenza di considerazione sociale” può anche essere vero, non tutti gli esseri umani la pensano allo stesso modo...e, in ogni caso, non si può negare che il comportamento arrogante dei demoni non sia parte integrante del problema...

E mentre Banri continua a non capire perchè un demone come lui possa stare dalla parte degli umani, Hakkai prosegue il suo discorso, mentre nella sua mente ripassano le dolorose immagini della morte di Kanan: può affermare alla stessa maniera sia di capire gli umani che di odiare profondamente i demoni...

“Ma sei tu stesso un demone, non te l’hanno detto??” osserva ironico Banri.

“E’ vero...ma essere costretto a vivere il resto della mia vita in una condizione che mi ripugna credo che sia la croce che devo portare...” è la risposta di Hakkai.

“Stai dicendo che odi i demoni??” insiste l’altro, al limite della pazienza.

“Non è esatto. Per essere più precisi, la sola vista dei demoni MI DA’ LA NAUSEA.”

 

A questo punto il demone ha avero perso la pazienza, e si avventa su Hakkai che, però, lo respinge facilmente bloccandogli le braccia e freddamente gli consiglia di non provocarlo.

Con tutto quel trambusto, intanto, anche Gojyo si è svegliato e nel vedere la scena chiede cosa diavolo stia succedendo.

“Non è nulla...stavamo solo parlando!” gli risponde l’amico con un sorriso di circostanza e allentando la presa al demone, che si accascia ancora sulla sedia.

Poi, prima di uscire dalla stanza, si rivolge al sempre più perplesso Gojyo e gli assicura:

“Io non voglio fare del male a nessuno. Non di nuovo.”

Dopo di che chiude la porta alle sue spalle...