Act. XX- Burial (Sepoltura) – La saga di Gojyo e Hakkai 1
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Al tempio dei Shayoden, Sanzo si trova al cospetto dei tre Sanbutsushin. Questi lo hanno chiamato infatti per parlargli di ciò che negli ultimi tempi sta accadendo in tutti i templi della zona, saccheggiati dei loro tesori da quello che, a giudicare dal modo di operare, sembrerebbe essere sempre lo stesso gruppo di banditi che ha poi rivenduto al mercato nero la refurtiva. Sembrerebbe quindi un fin troppo banale incarico il motivo della sua chiamata: trovare i banditi e recuperare la refurtiva... Ma in realtà, infatti, c’è anche qualcos’altro che interessa ai Sanbutsushin, e non si tratta di quello sciocco ragazzo scimmia tanto vivace da meritarsi più volte di essere “calmato” con le maniere forti, come aveva inizialmente creduto Sanzo, bensì di quel giovane uomo che era stato sottoposto al loro giudizio per i reati da lui commessi alcuni mesi prima: il criminale Cho Hakkai.
Nel frattempo Hakkai è intento a fare la spesa per le vie della città. Il fruttivendolo, nell’offrirgli delle patate dolci dall’aspetto davvero invitante arrivategli giusto quella mattina, approfitta insieme alla moglie dell’occasione per chiedergli se si sia ormai abituato a vivere lì; anche se un po’ titubante il ragazzo annuisce, sebbene ammetta di uscire di casa solo una volta ogni tanto... Ad un tratto, tra la folla, Hakkai scorge Gojyo che, a sua volta, si mostra stupito di vederlo. Il dialogo che segue all’incontro tra i due è molto essenziale: alla domanda di Hakkai se stesse uscendo, l’altro risponde affermativamente, precisando che farà tardi e di non aspettarlo... Il tono distaccato con cui i ue giovani si sono parlati non sfugge alla moglie del negoziante, che però la zittisce dicendole che in fondo non sono fatti suoi...
Intanto la sera si fa sempre più tarda, ma Gojyo sembra non avere alcuna intenzione di ricasare, anzi...del resto, non è più un bambino, quindi nessuno deve preoccuparsi di ciò che fa... E così, mentre Gojyo e Hakkai continuano la loro serata in maniera opposta, divertendosi il primo e aspettando, nonostante l’ora tarda (le 2 di notte passate), il secondo, Sanzo continua la sua coversazione con i Sanbutsushin a proposito dei due giovani: “Sha Gojyo...un “mezzo demone” concepito da un umano e un demone...un comune playboy contrassegnato da occhi e capelli rossi... Cho Hakkai...una volta chiamato Cho Gono...un giovane che, assetato di vendetta a causa della morte della persona amata, ha commesso una efferata strage che gli è costata la sua umanità...” In un certo senso, come osservano i tre saggi, alla luce delle circostanze, è possibile considerare dunque entrambi come delle creature nè umane nè demoniache, lasciando presagire un possibile pericolo dovuto alla loro “associazione”, ma Sanzo li rassicura che fino a quel momento la convivenza tra i due non sembra avere generato alcun tipo di problema. Tali parole sembrano soddisfare i Sanbutsushin che però ricordano al bonzo ciò che lui si è impegnato a fare: egli infatti si era offerto volontario per sorvegliare Cho Hakkai e per procedere alla sua riabilitazione, ma a prescindere da dal modo in cui avrà intenzione di procedere, ma non deve dimenticare che il fatto che Cho Hakkai è da considerarsi un criminale resta invariato, e che pertanto dovrà agire con prudenza. “So cosa fare...” è la laconica risposta di Sanzo.
Intorno alle 5 del mattino finalmente Gojyo torna a casa: aperta la porta, non può fare a meno di notare la cena sul tavolo conservata con cura. Nel guardarla il giovane ha un moto di stizza: come si può pretendere che riesca ad abituarsi a questo?? La casa pulita, il cibo pronto ad attenderlo...ma soprattutto, la cosa che più gli dà fastidio, è la snervante sensazione che qualcuno aspetti il suo ritorno...
L’indomani mattina al suo risveglio, Gojyo trova Hakkai già in cucina che gli domanda se ha voglia di prendere un po’ del caffè che aveva appena fatto. Dal momento che il ragazzo non dice nulla riguardo a quanto accaduto la sera prima, è Gojyo a prendere il discorso scusandosi di non avere toccato nulla del cibo che gli aveva preparato la sera prima...probabilmente le sue scuse avevano anche un qualcosa di provocatorio, ma l’amico non si scompone: “Non importa, il cibo cotto a vapore si mantiene per più giorni...” E così dicendo poggia un posacenere sul tavolo. Quindi continua dicendo che ha intenzione di trovare al più presto un lavoro, in quanto le sue ferite sembrano ormai essere guarite del tutto senza alcuna conseguenza e anche la protesi all’occhio sembra ormai essersi ben adattata... Inoltre, aggiunge ridendo, è pur sempre un uomo, e non ci fa certamente una bella figura a continuare a dipendere da lui per tutto... Osservazione che il kappa non condivide affatto: a parer suo, infatti, sembra proprio il contrario, ed è lui a sentirsi l’oggetto delle attenzioni dell’amico, cosa a cui non è assolutamente abituato; finora ha sempre vissuto come ha voluto, secondo i suoi gusti, in un modo anche discutibile...è il minimo che faccia fatica ad adattarsi a tutto questo... Hakkai, sorridendo con rassegnazione, gli dice di avere capito: i loro stili di vita sono troppo diversi fra loro, ed evidentemente hanno ancora bisogno di conoscersi meglio l’un l’altro...poi gli chiede se finora in quella casa abbia sempre vissuto da solo. Gojyo ha appena il tempo di rispondere alla domanda con un “ah, beh, no, in verità c’è stata un’altra persona ...” quando un tizio incappucciato con un calcio butta giù la porta ed irrompe nell’appartamento. Ma a quanto pare quella persona sembra conoscere molto bene quel posto, da lui definito appunto “il tugurio di sempre” e anche il suo proprietario, che lo accoglie con scherzosa familiarità, dandogli un pugno bonario, ricordandogli che la porta di casa sua si apre verso l’esterno e chiedendogli cosa avesse fatto alle sopracciglia, che sembravano rasate... “Stà zitto!! E’ questo il modo di trattare un amico che non vedi da più di un anno?!” gli replica l’altro. “Sei tu quello che ha rotto la mia porta prima!!” “Se non vuoi farmi buttare giù la porta, allora mettici un campanello!!”
Mentre il sempre più allibito Hakkai osserva senza parole la scena, Gojyo finalmente presenta il nuovo arrivato, che, toltosi il mantello mostra ora gli evidenti segni della sua appartenenza ai demoni: è la persona con cui ha vissuto fino a circa un anno prima, una sorta di fratello per lui...il suo nome è BANRI. |