Act. XX- Burial (Sepoltura) – La saga di Goku 2
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In una placida notte di plenilunio, il silenzio è rotto da un urlo straziante…qualcuno sta assalendo Goku, e Sanzo accorre trafelato in direzione di quelle voci…
Il giorno prima.
Al tempio di Cho’an uno dei monaci si reca nell’ufficio di Sanzo per parlargli di alcuni strani episodi che si sono verificati negli ultimi giorni. Nulla di grave: sostanzialmente mancano generi alimentari dal magazzino e anche alcuni cachi dal cortile…potrebbe anche trattarsi di un grosso topo, come ipotizza Sanzo, ma i monaci ritengono piuttosto che il colpevole sia un essere umano…oppure un animale come una scimmia, capace di intrufolarsi dentro… A quelle parole, il fino a quel momento flemmatico Sanzo ha un sussulto…
Poco più tardi il bonzo ai dirige in un capanno nei pressi del tempio, e, aprendo di botto la porta trova davanti i suoi occhi il “ladro”: proprio come aveva sospettato si trattava di quel ragazzino che aveva trovato pochi giorni prima sul monte Gogyo… Il bambino, ancora intento a mangiare la sua refurtiva, si mostra molto sorpreso da quella visita, e ne approfitta per offrire anche al suo “benefattore” un po’ di quei squisiti frutti che stava gustando…ma la risposta dell’esasperato bonzo è accompagnata da un sonoro colpo d’harisen: quella stupida scimmia e le sue bravate!!! Non gli aveva detto di non allontanarsi da lì??? Breve e concisa la risposta di Goku: “…ma io ho fame…” Inutile replicargli che fa già tre pasti al giorno, portati da Sanzo stesso…meglio ordinargli di restare buono e di coprirsi con una coperta per non farsi notare, almeno fino al suo ritorno. Infatti, spiega il bonzo al bambino, quello in cui si trovano è un tempio di alto livello, abitato da persone fastidiose che avrebbero molto da ridire sulla sua presenza: pertanto lui si recherà dai Sanbutsushin, e saranno loro a decidere dove farlo andare…quindi, non appena avranno trovato un riparo o dei genitori adottivi per lui, o comunque qualunque altra soluzione, finalmente anche lui non dovrà più sopportare di dovere restare nascosto lì dentro…
Goku ascolta tutta la spiegazione senza dire nulla, ma alla fine chiama il bonzo, già in procinto di andarsene, per dirgli qualcosa…ma Sanzo lo interrompe: se vuole altro cibo, gliene porterà di più. L’importante è che ora stia buono e non metta ASSOLUTAMENTE piede fuori da quel posto fino al suo ritorno. “Va bene…” risponde mestamente il bambino. Una volta rimasto solo, la sua mente va al momento del loro primo incontro…a quando Sanzo lo aveva raggiunto per chiedergli se fosse la sua quella voce insistente che se lo chiamava…fin dal momento del suo risveglio lui era sempre stato in quella grotta, completamente da solo, senza potere raggiungere quella luce che proveniva dall’esterno, senza sentire altre voci oltre alla sua…per questo si era sentito così assolutamente super-ultra-felice quando lo ha visto arrivare e lo ha preso con sè… Anche Sanzo, intanto, stava pensando che erano ormai trascorsi già cinque giorni da quando aveva portato il bambino al tempio, e, sebbene i monaci non andassero spesso al capanno, era rischioso farlo restare oltre…quella notte stessa si sarebbe recato dai Sanbutsushin, ma prima avrebbe avvertito la “scimmia” della sua partenza…aperta la porta del capanno, trova il ragazzino addormentato, con un’espressione così innocente che persino il burbero bonzo non può fare a meno di sorridere dolcemente nel vederlo… Decide quindi di andarsene senza svegliarlo…in fondo sarebbe stato via solo un giorno, e una notte in più non avrebbe fatto molta differenza…
La notte successiva Goku non riesce a chiudere occhio: quel giorno Sanzo non era venuto… Aveva del cibo, una coperta con cui scaldarsi…ma non c’era Sanzo. Nella sua mente si affollano i pensieri: perché ancora non viene??? E’ così buio quel posto, e senza la presenza di Sanzo gli sembra ancora più buio…perché non è lì con lui??? Improvvisamente si ricorda delle parole che gli erano state dette il giorno prima: avrebbero cercato un posto dove portarlo…dunque era stato abbandonato??? Era di nuovo solo??? In un certo senso ora si sente come quando era rinchiuso nella sua prigione…tutto era irraggiungibile…con la sua voce…con la sua mano…persino la luce… E ora, come allora, di nuovo non può raggiungere quella luce… Non può raggiungere Sanzo…
Intanto, al tempio dello Shayouden, i Sanbutsushin stanno spiegando a Sanzo che la leggenda che gli avevano raccontato sulla creatura del monte Gogyo non era frutto di fantasie popolari: il bambino che lui ha portato via da quel luogo vi era stato confinato perché, 500 anni prima, aveva commesso un’enorme offesa contro il cielo, a causa della quale era stato esiliato sulla terra ed era stato sigillato in una delle caverne di quell’impervio monte…Non era una creatura molto diversa da un mostro, dunque… Ma il bonzo non è d’accordo su quest’ultima affermazione dei tre saggi: ai suoi occhi quello non è altro che un bambino estremamente piccolo, con un’espressione estremamente stupida e un altrettanto estremamente forte appetito…nulla di più. Ma quello, gli fanno notare i Sanbutsushin, non è il suo vero aspetto: il diadema che porta sulla fronte, infatti, è un dispositivo di controllo espressamente creato per sigillare e contenere il suo grande potere…quella creatura, infatti, non può essere definita né un essere umano né un demone, e neanche un dio: è una sorta di creatura a sé stante, unica nel suo genere. Egli è il “Simbolo del Caos”, proprio come si racconta nelle più antiche leggende: un’anima battezzata con un potere equivalente a quello del cielo stesso…SEITEN TAISEI SON GOKU. Ascoltato ciò, Sanzo si alza e fa per andarsene, ma i Sanbutsushin hanno ancora qualcosa da dirgli: se il fatto che lui, che ha il controllo sui due Sutra del Cielo Sacro e del Cielo Demoniaco, e quella creatura, che racchiude in sé il potere di un dio e di un demone, si siano incontrati abbia un qualche significato, ancora non è chiaro. Tuttavia, se è vero ciò che lui ha raccontato loro, ovvero che è riuscito a sentire la sua voce al punto da trovarlo, allora questo potrebbe nascondere un significato più profondo che solo loro saranno in grado di scoprire…
A Cho’An, nel frattempo, quella notte stessa i monaci hanno deciso di effettuare una perlustrazione nei dintorni del tempio e, giunti al capanno dove si stava nascosto Goku, lo trovano ancora lì: dopo l’iniziale sorpresa (non si aspettavano di certo di trovare uno “sporco moccioso” da quelle parti) giungono alla conclusione che doveva essere lui l’artefice dei “furti” degli ultimi giorni, pertanto subito cercano di acciuffarlo. Il bambino, inizialmente, prova a spiegare la sua situazione, ma poi si ricorda di ciò che gli aveva detto Sanzo prima di andare: “Se dovessero scoprirti, io verrei rimproverato senza sosta, e questo sarebbe molto fastidioso per me…” Quindi preferisce non dire nulla che potesse essere compromettente e decide di provare a scappare, ma ben presto viene preso, mentre anche gli altri monaci, accorsi in seguito ai rumori provocati da quella confusione, cercano di aiutare i loro compagni a tenerlo fermo.
Il ragazzino è terrorizzato…non capisce più nulla di ciò che sta accadendo…vede solo delle mani minacciose che lo sovrastano, e lui che non è in grado di fare nulla…dov’è Sanzo??? Perché non è lì nonostante lui lo stia chiamando??? Perché???? Ma ormai è troppo tardi…dopo un grido angosciante di Goku, improvvisamente il diadema cade a terra ridotto in pezzi, e mentre i monaci sono ancora perplessi dall’accaduto, Sanzo irrompe nella stanza gridando a tutti di allontanarsi subito dal bambino… Ma quelli non hanno neanche il tempo di capire cosa stia succedendo: Goku è già alle loro spalle e sfonda con un solo colpo una delle pareti del capanno, mentre i monaci, sconvolti, scappano via da quel “mostro” lasciando Sanzo da solo… Adesso a fronteggiare quella creatura è rimasto solo lui.
“Tu, stupida scimmia...” lo sfida il bonzo, ostentando una sicurezza che in realtà non possiede… Dunque era quella la sua vera forma…c’era poco da scherzare: nonostante se ne stesse immobile senza fare nulla, poteva percepire l’aura penetrante e bruciante del suo immenso potere… E’ consapevole che, se solo accennasse anche un minimo movimento, se solo abbassasse la guardia per un solo istante, verrebbe ucciso senza esitazione… Sembra incredibile, ma è possibile che lui abbia…paura??? Paura di quel ragazzino??? Tutte sciocchezze. Quello non è altro che un piccolo bimbetto, con una stupida espressione e un grande appetito!!! E mentre Goku si scaglia gridando su di lui, Sanzo recita la formula della Celeste Purificazione del Male, immobilizzandolo tra le spire del Sutra…a quel punto, messagli una mano sulla fronte, riesce ad atterrarlo e, prima di ricreargli un nuovo diadema, si rende conto che quella creatura, ormai quasi di nuovo in sé, lo guarda piangendo: “Io ho creduto di essere rimasto solo…di nuovo…” “Io non ti abbandonerò…come potrei lasciare da solo uno stupido come te???” Ma Goku non può sentire la risposta del bonzo: una volta riformatosi il diadema sulla sua fronte, ha perso i sensi addormentandosi…
Sfinito, Sanzo si siede a terra appoggiandosi alla parete che Goku aveva sfondato, e attraverso il buco del muro, guardando la grande luna piena che, dal cielo, sembra assistere a quegli eventi, gli tornano alla mente le parole che, molto tempo prima, gli aveva detto il suo maestro: “una voce…ho sentito una voce…chissà, forse un giorno anche tu sentirai una voce…la voce di qualcuno.” “Tsk…che seccatura…” commenta rassegnato.
L’indomani mattina un mortificatissimo Goku non sa più come chiedere scusa per ciò che aveva fatto la notte prima…anche se non ricorda nulla di ciò che è successo, si rende conto che doveva essere stato completamente fuori di sé… E anche Sanzo rincara la dose per aumentare il suo senso di colpa: aveva passato ben 500 anni rinchiuso in una grotta, e una volta fuori si mette a provocare tutti quei problemi in una sola notte!!! E, soprattutto, per causarli proprio a lui!!!! In ogni modo, ormai è passata…c’è una cosa che però Goku non sa come spiegare a Sanzo, ovvero quella vaga sensazione di averlo già incontrato molto, molto tempo prima…e ancora meno il bonzo capisce di cosa stia parlando quella scimmia chiacchierona…
Chissà…forse quelle parole di Komyo erano state davvero profetiche…anche lui avrebbe dunque sentito la voce di qualcuno, quando sarebbe arrivato il momento… Ma adesso non è il momento di pensare a queste cose…la cosa più urgente da fare è comunicare che, da adesso in poi, Goku sarebbe rimasto lì al tempio… Con buona pace dei sempre più perplessi monaci che (chissà come mai???) non sembrano molto felici della cosa…
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