Saiyuki Reload

Atto xx Burial Sanzo Saga 2

a cura di Mirai

Al tempio dello Shayouden i Sanbutsushin stanno ancora parlando della venuta del giovane Sanzo: forse è stato un po' troppo duro dirgli che non erano interessati ai motivi che avevano portato Komyo a dare quella importante carica al suo discepolo, ma una cosa è certa: essere un "Sanzo" va ben oltre l'essere il custode delle sacre scritture…significa essere una guida e un punto di riferimento per il popolo nella strada verso la rettitudine…ma adesso quell'uomo, dopo avere vagato senza meta per quattro anni, aveva finito con il perdere anche sé stesso: per questo motivo avevano voluto essere così schietti, per sperare in una sua reazione.
In realtà neanche loro capiscono cosa Komyo abbia visto in quel ragazzo, tuttavia se le cose continueranno ad andare avanti in quel modo, si troveranno ad avere bisogno di un nuovo Sanzo molto prima di quanto loro stessi possano immaginare.
Nello stesso momento, intanto, l'oggetto dei loro discorsi sta lasciando il tempio…

Quella stessa notte il tempio viene assalito da un gruppo di banditi.
Uno dei monaci accorre per comunicare che è stato già creato un varco nell'ala nord-est del tempio, ma la sua testa viene mozzata con una spada prima ancora di finire la frase; è stato il capo degli assalitori che, assicuratosi che quello fosse proprio il luogo che cercava, "tranquillizza" gli sconvolti monaci: lui si trova lì solo per proporre un "affare"…se vogliono evitare che qualcun altro rimanga ferito, farebbero meglio a consegnare senza fare storie l'uomo che sono venuti a cercare, vale a dire Genjo Sanzo.
La richiesta lascia sgomenti i monaci: cosa possono volere dei briganti come loro dal venerabile Sanzo??? Ma il termine "venerabile" fa sorridere sprezzante il bandito: quell'uomo che loro chiamano "venerabile" ha in realtà compiuto delle azioni tanto ignobili che loro neanche immaginano…non è che un monaco sanguinario che ha ucciso, massacrandoli, tutti i suoi compagni, e pertanto adesso dovrà pagare per ciò che ha fatto!!! Per il loro bene, quindi, è meglio che gli diano retta e glielo consegnino subito, altrimenti…
Tuttavia i bonzi del tempio non hanno davvero idea di dove possa trovarsi: sicuramente era ancora nella sua stanza di pomeriggio, ma adesso l'avevano trovata vuota…
Ma al bandito queste sembrano soltanto delle scuse: è convinto che lo nascondino da qualche parte lì al tempio, e se solo si ostinano a continuare a proteggerlo, lui non si farà scrupolo di trapassarli uno per uno con la sua spada fino a quando non glielo consegneranno…
"Un momento…" li interrompe il gran sacerdote "non c'è bisogno di ricorrere alla violenza: Genjo Sanzo sono io."
L'entrata in scena del monaco suscita uno scoppio di risa fra gli invasori: non penserà davvero che loro possano credere che sia lui Sanzo??? Hanno visto altri fuori di testa che saprebbero essere ben più credibili di un vecchio rimbambito come lui!!!
Ma il bonzo sembra tranquillo: dal momento che sembrano non avere molto rispetto per gli anziani, è proprio il caso di insegnare a gentaglia come loro un po' di buone maniere…
Così dicendo afferra il rosario che teneva nascosto nelle maniche del kimono e lancia un incantesimo che immobilizza tutti i demoni del gruppo.

Nel frattempo il vero Sanzo si trova da solo nel bosco sopra la montagna, e, seduto davanti al fuoco, ripensa al momento della morte del suo maestro.
In quell'occasione Komyo, mentre gli faceva scudo col suo corpo, gli aveva spiegato il vero motivo per cui tutti coloro che ricoprono il titolo di sanzo indossano il sutra sulle loro spalle: questo gesto sta a significare che loro portano su di sé i peccati del mondo, facendosene carico…Ciò che a quel punto lui si aspettava da Koryu era che, a patto di non perdere la propria strada, raccogliesse quella sorta di eredità che gli stava lasciando…ma lui sapeva che era forte abbastanza da portare anche questo peso…in sostanza, ciò che stava cercando di dirgli era che, da quel momento, avrebbe lasciato tutto il resto nelle sue mani…nelle mani di colui che, ormai, è divenuto GENJO SANZO.

Quelle furono le ultime parole pronunciate da Komyo Sanzo prima che i demoni prendessero la sua vita mentre lui, bloccato da un incantesimo che il suo maestro gli aveva fatto per evitare che intervenisse, lo osservava morire davanti ai suoi occhi senza potere fare nulla…
Ad un tratto un rumore improvviso lo riporta bruscamente al presente: l'allarme e il fumo provenienti dal tempio gli fanno capire che doveva essere successo qualcosa di grave.

Al tempio, intanto, il vecchio Jikaku, nonostante tutto, sta riuscendo a tenere testa agli invasori: il capo di questi, però, essendo umano non ha risentito dell'incantesimo di prima ed ora si accinge a sfidarlo: sa bene che quel vecchio non è affatto Sanzo, del resto i suoi compagni erano stati uccisi con dei colpi di pistola…ma, dal momento che le cose sono precipitate in quel modo, non poteva lasciarlo ancora in vita!!!
Ma il bonzo, anziché preoccuparsi, sembra avere tutta l'intenzione di provocarlo ulteriormente: è davvero tanto sicuro di riuscire a ucciderlo???
Atteggiamento che indispone ancora di più il bandito che, lanciatosi contro il vecchio, gli dice che potrà continuare a blaterare quanto vorrà all'inferno!!! Ma purtroppo per lui, il monaco considera la sua vita troppo preziosa per consegnarla tanto facilmente a gentaglia come quella…
In quel preciso istante arriva anche Sanzo che, accorso a vedere cosa stesse succedendo, si trova davanti ad una scena terribile: il corpo di Jikaku è stato trapassato dalla spada del bandito, ma con un colpo preciso della mano il vecchio bonzo era riuscito a spezzare il collo del suo avversario…
Mentre quest'ultimo cade a terra morto, il sacerdote, mortalmente ferito a sua volta, si siede appoggiandosi ad un albero per fumare un'ultima sigaretta e parlare ancora un po' con quell'irrequieto giovane pieno di dubbi che, nonostante tutto, alla fine era tornato indietro…
Dapprima lo tranquillizza sdrammatizzando la grave situazione…è avvezzo a cose di questo genere, finora non aveva mai faticato ad occuparsi di gentaglia come quella…evidentemente adesso l'età comincia a farsi sentire, constata dispiaciuto…
"Sei sicuro che non sia piuttosto colpa delle sigarette?" gli chiede perplesso il ragazzo, osservazione che fa scoppiare a ridere il vecchio: quel giovane stizzoso era proprio l'immagine precisa di Komyo… Poi, tornando improvvisamente serio, gli chiede se alla fine, l'avere portato con sé quel peso che lo affliggeva per tutto questo tempo, lo abbia ormai fatto abituare ad esso…
Mentre nella mente del ragazzo riecheggiano ancora le parole del suo maestro: "lascio il resto a te…Genjo Sanzo", il vecchio bonzo si rende conto che probabilmente ormai era davvero in grado di raccogliere quella pesante eredità…non ha quindi altro da dirgli, a parte chiedergli di aiutarlo a spegnere la sua sigaretta: egli infatti non avrebbe più potuto farlo…

La morte del gran sacerdote fa precipitare la situazione al tempio: mentre gli altri monaci si raccolgono disperati attorno al corpo del loro maestro, i demoni, finito l'effetto dell'incantesimo che li teneva bloccati, sono ora intenzionati a vendicare il loro capo: nessuno di loro sarebbe rimasto in vita per ciò che avevano osato fare!!!
Ma, ad un tratto, tra lo stupore dei monaci, si sente una risatina dapprima sommessa, poi sempre più forte…è la risata di sfogo di Sanzo, che oramai davvero non ne può più di tutta questa faccenda: perché deve SEMPRE toccare a lui il compito di rimettere a posto le cose???
E, spenta col piede la sigaretta caduta prima al vecchio bonzo, si lancia fulmineo contro un allibito demone, stordendolo con un pugno, piantandogli la canna della sua pistola in bocca e chiedendogli se, dal momento che era un demone, sapesse dove si trovava il Sutra del Cielo Sacro…
"Risposta sbagliata" è l'unico suo commento alla risposta negativa della terrorizzata creatura, e freddamente preme il grilletto sparandogli in bocca e spappolandogli la testa.
Mentre i monaci sono ancora pietrificati da quanto stanno vedendo, il giovane lancia la sua sfida: chi vuole essere il prossimo???? Infatti, se questa è la vita che dovrà vivere, allora la vivrà…anche se ciò dovesse significare prendere tutte le loro vite per farlo!!! E, senza più alcuna esitazione, con l'unico aiuto della sua pistola, si prepara ad affrontare da solo tutti i demoni.
Quello sguardo di ghiaccio fa improvvisamente capire ai bonzi chi sia in realtà il giovane che hanno davanti: ne avevano sentito parlare da uno di loro che era stato tempo prima a Kinzanji…allora Komyo Sanzo aveva un giovane discepolo il cui nome era Kouryu, un bambino trovato in un fiume, dai capelli dorati e gli occhi ametista…occhi che, proprio come ora, sembravano potere trafiggere il cuore di un uomo come se si fissassero gli occhi del demonio stesso.

L'indomani, durante i funerali solenni al tempio, tutti si chiedono come mai il venerabile Sanzo si sia recato allo Shaiyoden proprio quella mattina: è inconcepibile che non sia presente in un momento come quello, in fondo il loro Gran Sacerdote aveva sacrificato la propria vita al posto suo, non si sentiva almeno un po' responsabile per quanto era accaduto???
Ma ad un tratto, vestito con l'abito tradizionale da Sanzo Hoshi, il giovane fa il suo ingresso nella sala e, tra lo stupore generale, comunica le direttive che ha appena ricevuto dai tre Sanbutsushin: poichè il Gran Sacerdote Jikaku non è più tra loro, da quel momento in poi, lui, Genjo Sanzo, avrebbe preso il suo posto lì a Keiunin…quindi, se qualcuno dovesse avere dei problemi al riguardo, che parli ora…
Ovviamente una simile e inaspettata notizia suscita clamore tra i monaci del tempio, ma il timore che lo sguardo del giovane bonzo incute, e l'aura di rispetto che sembra emanare dalla sua persona, fanno presto passare la voglia di obiettare qualunque cosa…decisamente, quello che si trovano davanti, sembra essere un sanzo diverso dagli altri…ma forse, in realtà, quello è davvero l'unico vero sanzo che loro abbiano mai visto…
Allo Shayouden i Sanbutsushin sembrano soddisfatti della piega che hanno preso le cose: alla fine quel giovane uomo era riuscito a prendere una decisione, quasi come se fosse stato realmente "illuminato"…resta ora solo da vedere cosa questo "diavolo illuminato" sarà in grado di fare…

Nel frattempo, anche Sanzo, nella sua stanza, si sta probabilmente rendendo conto che per lui sta per cominciare quella che sarà la sua nuova vita…una vita da condurre in modo diverso da come aveva fatto fino ad allora…e, quasi a siglare questo cambiamento, accende una delle sigarette che il vecchio bonzo gli aveva "regalato" e comincia a fumarla…alla fine quel dannato vecchio era persino riuscito a fargliela accendere davvero, constata malinconico ma tutto sommato sereno…
Da quel momento infatti gli incubi prodotti dai fantasmi del passato non lo avrebbero assalito più, ma qualcos'altro aveva preso il loro posto: la sensazione che qualcuno lo stava chiamando…una voce indefinita come il debole sussurro proveniente dall'estremità accesa di una sigaretta…