|
Al tempio
dello Shayouden i Sanbutsushin stanno ancora parlando della venuta del
giovane Sanzo: forse è stato un po' troppo duro dirgli che non
erano interessati ai motivi che avevano portato Komyo a dare quella
importante carica al suo discepolo, ma una cosa è certa: essere
un "Sanzo" va ben oltre l'essere il custode delle sacre scritture
significa
essere una guida e un punto di riferimento per il popolo nella strada
verso la rettitudine
ma adesso quell'uomo, dopo avere vagato senza
meta per quattro anni, aveva finito con il perdere anche sé stesso:
per questo motivo avevano voluto essere così schietti, per sperare
in una sua reazione.
In realtà neanche loro capiscono cosa Komyo abbia visto in quel
ragazzo, tuttavia se le cose continueranno ad andare avanti in quel
modo, si troveranno ad avere bisogno di un nuovo Sanzo molto prima di
quanto loro stessi possano immaginare.
Nello stesso momento, intanto, l'oggetto dei loro discorsi sta lasciando
il tempio
Quella
stessa notte il tempio viene assalito da un gruppo di banditi.
Uno dei monaci accorre per comunicare che è stato già
creato un varco nell'ala nord-est del tempio, ma la sua testa viene
mozzata con una spada prima ancora di finire la frase; è stato
il capo degli assalitori che, assicuratosi che quello fosse proprio
il luogo che cercava, "tranquillizza" gli sconvolti monaci:
lui si trova lì solo per proporre un "affare"
se
vogliono evitare che qualcun altro rimanga ferito, farebbero meglio
a consegnare senza fare storie l'uomo che sono venuti a cercare, vale
a dire Genjo Sanzo.
La richiesta lascia sgomenti i monaci: cosa possono volere dei briganti
come loro dal venerabile Sanzo??? Ma il termine "venerabile"
fa sorridere sprezzante il bandito: quell'uomo che loro chiamano "venerabile"
ha in realtà compiuto delle azioni tanto ignobili che loro neanche
immaginano
non è che un monaco sanguinario che ha ucciso,
massacrandoli, tutti i suoi compagni, e pertanto adesso dovrà
pagare per ciò che ha fatto!!! Per il loro bene, quindi, è
meglio che gli diano retta e glielo consegnino subito, altrimenti
Tuttavia i bonzi del tempio non hanno davvero idea di dove possa trovarsi:
sicuramente era ancora nella sua stanza di pomeriggio, ma adesso l'avevano
trovata vuota
Ma al bandito queste sembrano soltanto delle scuse: è convinto
che lo nascondino da qualche parte lì al tempio, e se solo si
ostinano a continuare a proteggerlo, lui non si farà scrupolo
di trapassarli uno per uno con la sua spada fino a quando non glielo
consegneranno
"Un momento
" li interrompe il gran sacerdote "non
c'è bisogno di ricorrere alla violenza: Genjo Sanzo sono io."
L'entrata in scena del monaco suscita uno scoppio di risa fra gli invasori:
non penserà davvero che loro possano credere che sia lui Sanzo???
Hanno visto altri fuori di testa che saprebbero essere ben più
credibili di un vecchio rimbambito come lui!!!
Ma il bonzo sembra tranquillo: dal momento che sembrano non avere molto
rispetto per gli anziani, è proprio il caso di insegnare a gentaglia
come loro un po' di buone maniere
Così dicendo afferra il rosario che teneva nascosto nelle maniche
del kimono e lancia un incantesimo che immobilizza tutti i demoni del
gruppo.
Nel frattempo
il vero Sanzo si trova da solo nel bosco sopra la montagna, e, seduto
davanti al fuoco, ripensa al momento della morte del suo maestro.
In quell'occasione Komyo, mentre gli faceva scudo col suo corpo, gli
aveva spiegato il vero motivo per cui tutti coloro che ricoprono il
titolo di sanzo indossano il sutra sulle loro spalle: questo gesto sta
a significare che loro portano su di sé i peccati del mondo,
facendosene carico
Ciò che a quel punto lui si aspettava
da Koryu era che, a patto di non perdere la propria strada, raccogliesse
quella sorta di eredità che gli stava lasciando
ma lui sapeva
che era forte abbastanza da portare anche questo peso
in sostanza,
ciò che stava cercando di dirgli era che, da quel momento, avrebbe
lasciato tutto il resto nelle sue mani
nelle mani di colui che,
ormai, è divenuto GENJO SANZO.
Quelle
furono le ultime parole pronunciate da Komyo Sanzo prima che i demoni
prendessero la sua vita mentre lui, bloccato da un incantesimo che il
suo maestro gli aveva fatto per evitare che intervenisse, lo osservava
morire davanti ai suoi occhi senza potere fare nulla
Ad un tratto un rumore improvviso lo riporta bruscamente al presente:
l'allarme e il fumo provenienti dal tempio gli fanno capire che doveva
essere successo qualcosa di grave.
Al tempio,
intanto, il vecchio Jikaku, nonostante tutto, sta riuscendo a tenere
testa agli invasori: il capo di questi, però, essendo umano non
ha risentito dell'incantesimo di prima ed ora si accinge a sfidarlo:
sa bene che quel vecchio non è affatto Sanzo, del resto i suoi
compagni erano stati uccisi con dei colpi di pistola
ma, dal momento
che le cose sono precipitate in quel modo, non poteva lasciarlo ancora
in vita!!!
Ma il bonzo, anziché preoccuparsi, sembra avere tutta l'intenzione
di provocarlo ulteriormente: è davvero tanto sicuro di riuscire
a ucciderlo???
Atteggiamento che indispone ancora di più il bandito che, lanciatosi
contro il vecchio, gli dice che potrà continuare a blaterare
quanto vorrà all'inferno!!! Ma purtroppo per lui, il monaco considera
la sua vita troppo preziosa per consegnarla tanto facilmente a gentaglia
come quella
In quel preciso istante arriva anche Sanzo che, accorso a vedere cosa
stesse succedendo, si trova davanti ad una scena terribile: il corpo
di Jikaku è stato trapassato dalla spada del bandito, ma con
un colpo preciso della mano il vecchio bonzo era riuscito a spezzare
il collo del suo avversario
Mentre quest'ultimo cade a terra morto, il sacerdote, mortalmente ferito
a sua volta, si siede appoggiandosi ad un albero per fumare un'ultima
sigaretta e parlare ancora un po' con quell'irrequieto giovane pieno
di dubbi che, nonostante tutto, alla fine era tornato indietro
Dapprima lo tranquillizza sdrammatizzando la grave situazione
è
avvezzo a cose di questo genere, finora non aveva mai faticato ad occuparsi
di gentaglia come quella
evidentemente adesso l'età comincia
a farsi sentire, constata dispiaciuto
"Sei sicuro che non sia piuttosto colpa delle sigarette?"
gli chiede perplesso il ragazzo, osservazione che fa scoppiare a ridere
il vecchio: quel giovane stizzoso era proprio l'immagine precisa di
Komyo
Poi, tornando improvvisamente serio, gli chiede se alla
fine, l'avere portato con sé quel peso che lo affliggeva per
tutto questo tempo, lo abbia ormai fatto abituare ad esso
Mentre nella mente del ragazzo riecheggiano ancora le parole del suo
maestro: "lascio il resto a te
Genjo Sanzo", il vecchio
bonzo si rende conto che probabilmente ormai era davvero in grado di
raccogliere quella pesante eredità
non ha quindi altro da
dirgli, a parte chiedergli di aiutarlo a spegnere la sua sigaretta:
egli infatti non avrebbe più potuto farlo
La morte
del gran sacerdote fa precipitare la situazione al tempio: mentre gli
altri monaci si raccolgono disperati attorno al corpo del loro maestro,
i demoni, finito l'effetto dell'incantesimo che li teneva bloccati,
sono ora intenzionati a vendicare il loro capo: nessuno di loro sarebbe
rimasto in vita per ciò che avevano osato fare!!!
Ma, ad un tratto, tra lo stupore dei monaci, si sente una risatina dapprima
sommessa, poi sempre più forte
è la risata di sfogo
di Sanzo, che oramai davvero non ne può più di tutta questa
faccenda: perché deve SEMPRE toccare a lui il compito di rimettere
a posto le cose???
E, spenta col piede la sigaretta caduta prima al vecchio bonzo, si lancia
fulmineo contro un allibito demone, stordendolo con un pugno, piantandogli
la canna della sua pistola in bocca e chiedendogli se, dal momento che
era un demone, sapesse dove si trovava il Sutra del Cielo Sacro
"Risposta sbagliata" è l'unico suo commento alla risposta
negativa della terrorizzata creatura, e freddamente preme il grilletto
sparandogli in bocca e spappolandogli la testa.
Mentre i monaci sono ancora pietrificati da quanto stanno vedendo, il
giovane lancia la sua sfida: chi vuole essere il prossimo???? Infatti,
se questa è la vita che dovrà vivere, allora la vivrà
anche
se ciò dovesse significare prendere tutte le loro vite per farlo!!!
E, senza più alcuna esitazione, con l'unico aiuto della sua pistola,
si prepara ad affrontare da solo tutti i demoni.
Quello sguardo di ghiaccio fa improvvisamente capire ai bonzi chi sia
in realtà il giovane che hanno davanti: ne avevano sentito parlare
da uno di loro che era stato tempo prima a Kinzanji
allora Komyo
Sanzo aveva un giovane discepolo il cui nome era Kouryu, un bambino
trovato in un fiume, dai capelli dorati e gli occhi ametista
occhi
che, proprio come ora, sembravano potere trafiggere il cuore di un uomo
come se si fissassero gli occhi del demonio stesso.
L'indomani,
durante i funerali solenni al tempio, tutti si chiedono come mai il
venerabile Sanzo si sia recato allo Shaiyoden proprio quella mattina:
è inconcepibile che non sia presente in un momento come quello,
in fondo il loro Gran Sacerdote aveva sacrificato la propria vita al
posto suo, non si sentiva almeno un po' responsabile per quanto era
accaduto???
Ma ad un tratto, vestito con l'abito tradizionale da Sanzo Hoshi, il
giovane fa il suo ingresso nella sala e, tra lo stupore generale, comunica
le direttive che ha appena ricevuto dai tre Sanbutsushin: poichè
il Gran Sacerdote Jikaku non è più tra loro, da quel momento
in poi, lui, Genjo Sanzo, avrebbe preso il suo posto lì a Keiunin
quindi,
se qualcuno dovesse avere dei problemi al riguardo, che parli ora
Ovviamente una simile e inaspettata notizia suscita clamore tra i monaci
del tempio, ma il timore che lo sguardo del giovane bonzo incute, e
l'aura di rispetto che sembra emanare dalla sua persona, fanno presto
passare la voglia di obiettare qualunque cosa
decisamente, quello
che si trovano davanti, sembra essere un sanzo diverso dagli altri
ma
forse, in realtà, quello è davvero l'unico vero sanzo
che loro abbiano mai visto
Allo Shayouden i Sanbutsushin sembrano soddisfatti della piega che hanno
preso le cose: alla fine quel giovane uomo era riuscito a prendere una
decisione, quasi come se fosse stato realmente "illuminato"
resta
ora solo da vedere cosa questo "diavolo illuminato" sarà
in grado di fare
Nel frattempo,
anche Sanzo, nella sua stanza, si sta probabilmente rendendo conto che
per lui sta per cominciare quella che sarà la sua nuova vita
una
vita da condurre in modo diverso da come aveva fatto fino ad allora
e,
quasi a siglare questo cambiamento, accende una delle sigarette che
il vecchio bonzo gli aveva "regalato" e comincia a fumarla
alla
fine quel dannato vecchio era persino riuscito a fargliela accendere
davvero, constata malinconico ma tutto sommato sereno
Da quel momento infatti gli incubi prodotti dai fantasmi del passato
non lo avrebbero assalito più, ma qualcos'altro aveva preso il
loro posto: la sensazione che qualcuno lo stava chiamando
una voce
indefinita come il debole sussurro proveniente dall'estremità
accesa di una sigaretta
|