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Mentre
dei corvi si accalcano avidamente attorno alla carcassa di qualcosa,
un inquietante ragazzo li guarda freddamente, incitandoli a divorare
tutto senza lasciare più traccia di nulla sulla terra
Tempio
di Zenouji, 19 anni fa.
Non vedendo
il loro maestro Godai Sanzo nel cortile, dove era solito recarsi a quell'ora,
alcuni discepoli si mettono a cercarlo nei dintorni del tempio, finchè
lo trovano in compagnia di una persona: si tratta del venerabile Komyo
Sanzo che, scusandosi per avere creato scompiglio all'interno delle
loro abitudini, spiega che era venuto da loro poiché si trovava
nelle vicinanze, e aveva quindi pensato di andare a trovare il suo vecchio
amico.
A loro volta i discepoli si scusano timidamente per averli interrotti
(non sapevano che il loro maestro fosse impegnato con un ospite di tale
importanza), ma vengono perentoriamente rimandati da Godai a svolgere
i loro compiti come ogni mattina
Il timore che incute il massiccio
bonzo è tale che l'ordine viene eseguito con tanta solerzia da
suscitare il divertimento di Komyo che constata che, nonostante l'età,
il suo amico sa farsi decisamente rispettare
sebbene, a proposito
di età, Godai gli ricordi che anche lui si sta avvicinando alla
quarantina, quindi non dovrebbe fare tanto il superiore!!! Tasto dolente,
a quanto pare, per Komyo
che comunque , tutto sommato, pensa di
avere ancora "una cosa o due" da insegnare a questi impertinenti
giovanotti
L'amico commenta sarcastico che quelli sembrano discorsi da vecchi saggi,
tuttavia è evidente che invecchiare è una legge a cui
non può sfuggire nessuno, neanche i migliori
ma ciò
che gli fa davvero rendere conto che sta invecchiando è anche
il fatto che spesso non riesce più a capire i giovani d'oggi
e
non si riferisce genericamente ai suoi discepoli, che, anzi, per la
maggior parte sono molto concentrati sulle loro mansioni, bensì
ad uno di loro in particolare.
Komyo non ci mette molto a capire di chi si stesse parlando: in una
stanza dove erano riuniti i giovani bonzi per esercitarsi nella scrittura
un ragazzo attira subito la sua attenzione
questo era stato appena
richiamato da un bonzo più grande perché aveva usato quella
lezione per scrivere qualcosa di diverso da quanto previsto
Alla
domanda su che cosa stesse scrivendo, il ragazzo comincia tranquillamente
a leggerlo:
"La voce rude dell'uomo bastava a trasmettere i brividi lungo la
schiena della giovane donna. Lei era indifesa, incapace di reagire alle
sue mani. Lui cominciò a segnare affamato le sue cosce, come
se le sue lente carezze seguissero una strada sul suo corpo...
"Per favore
basta" implorava e gemeva inutilmente la
giovane vergine, ma la sua volontà venne presa con la forza e
la ragazza cedette all'uomo, che infine..."
Ma il collega che lo aveva richiamato lo interrompe imbarazzato, strappandogli
il foglio di mano e rimproverandolo di profanare quel sacro luogo scrivendo
simili oscenità
osservazione che non fa minimamente scomporre
il ragazzo che, anzi, con spavalderia, risponde per le rime: come ha
detto anche il loro maestro, scrivere non è che un modo per aiutare
a focalizzare le cose, così da riuscire a trovare la concentrazione
necessaria per raggiungere il risultato voluto
e il contenuto del
testo, in quest'ottica, non ha in realtà alcun significato particolare
Atteggiamento che consacra definitivamente il suo successo agli occhi
dei suoi compagni, che ridendo gli chiedono di far loro sentire presto
il seguito della storia
e anche agli occhi di Komyo, che ha seguito
tutta la scena divertito
Godai gli
parla dunque del ragazzo in questione, che è probabilmente il
miglior studente della loro scuola
il suo nome è Kenyu,
ed era arrivato da loro circa un anno prima. Subito si era dimostrato
ineccepibile sia nelle arti marziali sia nella letteratura, e la sua
abilità era tale da avere presto superato tutti i suoi compagni.
Addirittura ad appena 17 anni aveva ottenuto un dottorato
una persona
apparentemente senza difetti, dunque, che con il suo carattere amabile
e alla mano era diventato una sorta di celebrità tra gli altri
studenti, che erano inevitabilmente attratti da lui
Ma, appunto, si tratta solo apparenza: infatti lui si è reso
conto che tutte le sue mosse sono ben calcolate e che quella mostrata
dal suo allievo non è altro che una elaborata facciata
Dall'espressione seria del bonzo, Komyo capisce che doveva esserci un
motivo per cui, dopo tanto tempo, il suo amico aveva chiesto di incontrarlo,
pertanto gli propone di fare una piccola chiacchierata notturna in modo
da dargli l'occasione di raccontargli la verità.
Intanto
nel dormitorio i discepoli sono in grande agitazione: la venuta del
famoso Komyo Sanzo al loro tempio ha suscitato scalpore e curiosità
del
resto si tratta davvero di una persona non comune: non solo era il più
giovane bonzo a ricoprire il titolo di "sanzo", ma era tenuto
in così alta considerazione da essere stato nominato guardiano
addirittura di due sutra: il Seiten (sutra del Cielo Sacro) e il Maten
(sutra del Cielo Demoniaco)
E' sicuramente l'esempio del massimo livello che un bonzo possa aspirare
a raggiungere, sarebbe indubbiamente una grande fortuna e un grande
onore potere divenire suoi discepoli
ma, stando a quanto si dice
in giro, lui avrebbe già un allievo prediletto, un giovane e
grazioso ragazzino
Mentre i suoi compagni continuano con i loro commenti, in disparte Kenyu
ascolta silenzioso quelle che per lui sono solo delle inutili chiacchiere
L'indomani
Komyo si presenta nel giardino dove Kenyu era intento a spazzare le
foglie secche
il ragazzo, sentendosi osservato, gli domanda se
ci fosse per caso qualche problema, ma il bonzo gli risponde semplicemente
che vederlo gli ha fatto venire in mente il suo Kouryu, un suo discepolo
che è come un figlio per lui
guardandolo infatti non poteva
fare a meno di pensare che fossero piuttosto simili, sebbene non si
assomigliassero per niente
Annoiatissimo, Kenyu gli chiede quanti anni avesse (ovviamente riferendosi
al ragazzino e non a Komyo, come invece quest'ultimo intende, rispondendogli
che ne aveva trentanove
), e la sua perplessità aumenta
quando viene a sapere che il suo "simile" avrebbe compiuto
quell'anno appena quattro anni
a questo punto non sapeva più
se prenderlo sul serio o no!!!
Ma il bonzo sembra intenzionato a conoscere meglio quell'interessante
ragazzo
e, senza troppi giri di parole, gli domanda quale era stato
il motivo che lo aveva portato in quel tempio: trova, infatti, che quel
luogo così austero non si addica affatto ad un temperamento come
il suo.
E, in effetti, il ragazzo non gli nasconde che l'unico motivo per cui
si trova lì è che aspira a diventare un sanzo, in quanto
il fatto che quella sia una delle posizioni più difficili da
raggiungere è uno stimolo per lui: fino a quel momento, infatti,
aveva sostanzialmente imparato tutto ciò che c'era da imparare
nella vita, ma, onestamente, era stato tutto così facile che
non aveva significato nulla per lui
quello di cui aveva bisogno
adesso era proprio una sfida.
Insomma
come commenta Komyo, in fondo era solo una persona sostanzialmente
annoiata da tutto
però, gli fa notare, questo atteggiamento
potrebbe a sua volta fare di lui una persona alquanto NOIOSA
osservazione
che sembra non lasciare indifferente il ragazzo, ma il discorso viene
interrotto lì: infatti adesso lo strano bonzo sembra molto più
interessato al modo per potere usare le foglie secche che Kenyu ha ammucchiato
con la scopa per cuocervi delle patate dolci
Quella era stata la prima volta che i due si incontravano, e gli eventi
sarebbero presto precipitati
Alcuni
giorni dopo il maestro Godai si sentì improvvisamente male, cominciando
a tossire sangue: probabilmente il bonzo doveva essere consapevole che
presto sarebbe giunto il momento per lui di ritirarsi, e questo era
il vero motivo per cui aveva voluto che anche Komyo fosse presente.
Quella stessa notte Godai radunò tutti i suoi cinquantanove discepoli
nella sala principale del tempio, spiegando loro il motivo per cui li
aveva convocati: come anche loro sapevano, la sua malattia era molto
grave e non gli restava più molto da vivere
Pertanto era
necessario nominare uno di loro come suo successore e affidargli ufficialmente
il sutra che era in suo possesso, ovvero il Muten (sutra del Senza Cielo).
Detto questo nomina sei dei suoi discepoli, dicendo che voleva che l'indomani
pomeriggio si presentassero nel cortile del tempio per combattere in
un duello, il cui esito avrebbe decretato chi sarebbe divenuto il suo
legittimo successore.
Unico testimone e giudice di quello scontro sarebbe stato il venerabile
Komyo Sanzo.
Le parole del loro maestro creano agitazione fra i discepoli, ma è
soprattutto una la cosa che tutti si chiedono in quel momento: come
mai, contro ogni aspettativa, Kenyu non era stato nominato?
E' lo stesso Kenyu a prendere la parola chiedendo al suo maestro spiegazioni
sui criteri con cui aveva scelto i candidati alla successione
la
risposta che riceve è lapidaria: se non riesce a capirlo da sé,
questo significa appunto che lui non possiede ciò che occorre
per divenire un sanzo.
La reazione del ragazzo è del tutto inaspettata: scagliatosi
contro il suo maestro, lo atterra senza alcuna difficoltà e,
fissandolo con uno sguardo di ghiaccio, gli domanda nuovamente COSA
occorra per diventare un sanzo
ma ancora una volta la risposta
dell'uomo è brusca: "L'unica vera cosa che tu NON HAI"
A quel punto, spazientito, si appresta a colpirlo nuovamente una volta
per tutte, ma viene fermato dall'intervento di Komyo che, bloccatagli
la mano, chiede al cinico ragazzo, che resta a fissarlo senza dire nulla,
se proverebbe davvero soddisfazione nel fare una cosa del genere
Rinchiuso
dopo la sua bravata in una stanza per punizione, Kenyu stava ancora
osservando i segni lasciatigli sul braccio dalla mano di Komyo quando
prima lo aveva fermato afferrandoglielo saldamente, quando ad un tratto
una voce dall'esterno gli chiede se gli facciano ancora male: è
proprio Komyo, che gli dice che è tornato indietro per raccontargli
la verità.
E in effetti il ragazzo sarebbe proprio curioso di sapere chi sia in
realtà questo strano sanzo
non certamente un normalissimo
"tipo un po' attempato" come il bonzo stesso si autodefinisce
scherzando (e del resto, un "tipo un po' attempato" con la
coda di cavallo è quanto meno originale, gli fa notare il Kenyu):
in realtà non riesce davvero a capire come un tipo simile avesse
potuto divenire un sanzo
Komyo sdrammatizza la discussione buttandola sullo scherzo: a causa
della sua coda di cavallo???? E' una cosa così difficile da credere???
Quella conversazione aveva allentato completamente la tensione, tanto
che Kenyu non riesce a fare a meno di sorridere: quel tipo era proprio
un "personaggio da antologia", ancora non era riuscito a decidersi
se doveva considerarlo un genio o un assoluto idiota
Però una cosa su di lui l'aveva capita: se solo avesse voluto,
prima avrebbe potuto ucciderlo.
Ma Komyo glissa sull'argomento: non è nella sua natura rispondere
alle provocazioni dando adito a battibecchi
lui è un estimatore
di quel principio che dice "Stai lontano dal conflitto, e il conflitto
starà lontano da te"
non è d'accordo anche lui???
Kenyu malinconicamente gli risponde che loro non sono affatto simili:
lui ha bisogno di stare in un ambiente da "tagliagole", un
mondo dove un cane mangia un altro cane per sopravvivere
senza
questo tipo di emozione, non riesce a sentirsi davvero vivo: in realtà
non ha mai davvero desiderato nulla in particolare, tutto ciò
che ha importanza, per lui, è essere semplicemente il vincitore.
Ed eliminare gli altri non è che un mezzo di sopravvivenza in
fondo
Per sopravvivere, dunque, è necessario divorare gli altri
ma,
aggiunge Komyo, questo non significa che un giorno si potrà essere
divorati a propria volta???
Forse questa semplice considerazione aveva toccato qualcosa in Kenyu
in
quel momento sembrava che la luce avrebbe potuto davvero divorare ogni
cosa sul suo cammino
L'indomani,
nel cortile del tempio, i bonzi convocati per il duello si rifiutano
di combattere: non credevano che avrebbero dovuto scontrarsi proprio
con il loro maestro, e adesso non se la sentono più di partecipare
ma
Godai li rimprovera duramente: è logico che un allievo debba
essere in grado di superare il suo maestro, quindi solo chi sarà
in grado di batterlo sarà veramente degno di prendere il suo
posto!!!
Non ci sono alternative, dunque devono rassegnarsi
ma ad un tratto
due dei loro compagni cadono a terra colpiti a morte e alle loro spalle,
con le mani ancora insanguinate, c'è Kenyu
Davvero erano così ingenui da credere che quattro mura bastassero
a fermarlo? Ma prima di proseguire si rivolge a Komyo, dicendogli che
probabilmente aveva ragione lui: forse finora aveva davvero aspettato
di essere divorato da qualcuno anche lui
Adesso però non è più tempo di chiacchiere: qualcosa
di brutto sta per accadere, e tutti farebbero meglio a non intralciarlo
lungo il cammino che ha scelto
nonostante l'avvertimento i bonzi
del tempio tentano di fermarlo recitando un mantra, ma il ragazzo, con
assoluta indifferenza, li uccide come fossero piccoli insetti fastidiosi
Komyo intanto
osservava attentamente tutto ciò che stava accadendo davanti
ai suoi occhi
con incredibile abilità Kenyu riusciva a condurre
attacchi devastanti senza ricorrere alla recitazione di alcuna formula,
quasi si trattasse di un mostro privo di controllo: uno dopo l'altro
i suoi compagni vengono fatti a pezzi, fino a quando a fronteggiarlo
rimane soltanto Godai, che non può fare altro che commiserarlo
per essersi ridotto a questo
Ormai lo scontro tra discepolo e maestro era inevitabile.
Probabilmente il bonzo si aspettava da tempo che una cosa del genere
dovesse accadere prima o poi, e proprio per questo aveva voluto che
anche Komyo fosse presente, a testimonianza di tutto.
Ma, soprattutto, ciò che voleva veramente da lui era affidargli
il destino di quel giovane, che ora si apprestava a portare a termine
ciò che aveva iniziato.
Godai dunque si lancia contro il suo discepolo in uno scontro senza
speranza mentre, come un lugubre presagio, in quello stesso momento
un corvo lanciava un grido lacerante che sembrò accompagnare
l'attacco mortale di Kenyu: ormai tutto era finito, ma davvero era una
vittoria???
"Peccato" gli dice tristemente Komyo "ancora una volta
hai perso l'occasione per morire
"
L'espressione
che Kenyu gli rivolse in quell'occasione era indefinibile, ma a Komyo
sembrò che, sotto il sangue delle sue vittime di cui era ricoperto,
quel giovane uomo stesse davvero piangendo
Quello che lo stesso Komyo avrebbe in seguito ribattezzato col nome
buddhista di Ukoku sarebbe stato il più giovane sanzo del suo
tempo
ma la sua fronte non avrebbe mai portato il chakra, ovvero
il segno distintivo di un successore ufficiale.
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