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Act.3
"Snow Drop 2" ("Fiocchi di neve 2")
Cercare Yakumo e il piccolo Ryo si rivela molto più difficile
di quanto avessero immaginato
la tempesta fuori è molto
peggiorata, e le loro tracce sono state totalmente cancellate
Sanzo ripensa alle parole che Yakumo gli aveva detto quel pomeriggio:
"Per quanto ne sai, io potrei essere già impazzito",
le parole che gli avevano instillato il dubbio e che l'avevano spinto
a seguirlo, quando l'attenzione dei quattro giovani viene richiamata
da alcuni colpi di arma da fuoco.
Raggiunto il luogo da cui provenivano gli spari, una scena terribile
si mostra ai loro occhi: due abitanti del villaggio fatti a pezzi, il
piccolo Ryo riverso sulla neve in una pozza di sangue e Yakumo in piedi
con il fucile ancora in mano
Mentre il demone avvolge pietosamente il corpo privo di vita del bambino
nella sua sciarpa, confessa ai quattro, che lo guardano increduli, la
verità
Per un momento aveva creduto davvero che le cose potessero migliorare
ma
si era trattato solo di un sogno, di un'illusione
l'averci anche
solo creduto era probabilmente il primo segno della sua follia
infatti
i bambini, a poco a poco, avevano iniziato anch'essi a manifestare i
primi sintomi del male che aveva colpito la loro gente, e a lui era
toccato il compito di intervenire prima che fosse troppo tardi e cominciassero
a uccidere, come ora aveva fatto Ryo
E così, prima che cambiassero completamente, li aveva dovuti
uccidere
uno dopo l'altro, giorno dopo giorno
proprio lui
che li aveva salvati prendendoli con sé e tenendoli al sicuro
dall'odio degli esseri umani, li doveva vedere morire sotto le proprie
mani, senza potere fare altro che aspettare e guardare impotente il
corso degli eventi
Ma adesso bisogna assolutamente tornare indietro
ora che qualcuno
di loro è stato ucciso, gli abitanti del villaggio non tarderanno
a vendicarsi, e i bambini sono rimasti soli
Ciò che Yakumo vede tornato al rifugio è agghiacciate:
tutti i bambini sono stati massacrati dagli uomini, che ancora si trovano
lì, mentre tutto è imbrattato di quel sangue innocente
Ancora una volta non ha potuto fare nulla, ancora una volta ha potuto
solo restare a guardare, ancora una volta
ma adesso lo shock provato
a quella vista ha spezzato definitivamente il precario equilibrio che
manteneva lucida la sua mente
Nel frattempo Sanzo e compagni tornano mestamente indietro anche loro:
Goku in particolare è turbato dall'accaduto: come aveva potuto
il loro amico ingannarli così? Come aveva potuto fingere che
tutto andasse bene? Probabilmente alla fine ci aveva creduto davvero
in quel suo sogno, dimenticando quella che era invece la realtà
Una realtà crudele che ora si manifesta anche davanti ai loro
occhi
Quello che vedono inseguire uno degli abitanti del villaggio non è
più Yakumo, ma un demone feroce assetato solo di sangue...A nulla
valgono le richieste di pietà da parte dell'uomo, che cerca giustificazione
per il gesto compiuto in quanto dettato dalla necessità di difendersi
per primi
sotto lo sguardo di Goku, Hakkai, Gojyo e Sanzo il demone
lo fa letteralmente a pezzi
Goku vorrebbe intervenire, ma viene colpito dal demone che sta per attaccare
anche gli altri suoi compagni quando un proiettile sparato da Sanzo
sembra fermarlo
ma è solo un attimo: nello sguardo inespressivo
di Yakumo non c'è più alcuna traccia di umanità.
Goku è distrutto dal dolore
il loro amico alla fine è
stato schiacciato dal senso di colpa che lui stesso portava dentro:
ogni nuova lapide che costruiva era un peso sempre più grande
che si era trovato a dovere portare da solo
Tutto ciò che loro possono fare ora per lui è soltanto
interrompere quella sua sofferenza disperata uccidendolo
e costruendo
una lapide anche per lui proprio in quel luogo che non voleva abbandonare,
e su cui adesso, passata anche questa tempesta, sembra essere tornata
la pace
Prima di lasciare quei luoghi per rimettersi in cammino, Goku, ancora
turbato dagli ultimi avvenimenti, chiede a Sanzo come si sarebbe comportato
se una cosa del genere fosse successa a lui
ma subito si pente,
forse intuendo già cosa gli avrebbe detto
La risposta del bonzo, infatti, è crudele: "Ti avrei ucciso
e
non mi sarei voltato indietro".
Il loro viaggio, infatti, DEVE continuare
e così, come sempre,
i nostri riprendono ancora una volta la strada verso l'Ovest
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