Saiyuki Reload

Atto 3.5 3 years ago (3 anni fa)

a cura di Mirai

La neve, con il silenzioso candore che caratterizza le sue infinite distese, è il filo conduttore che ci riporta ad episodi accaduti alcuni anni prima dell'inizio del viaggio verso ovest…

Act 3.5: " 3 years ago" ("3 anni fa")

A casa di Gojyo e Hakkai c'è una gran confusione: Sanzo e Goku sono passati a trovarli approfittando di un momento di pausa dal lavoro del bonzo, e adesso Gojyo sta litigando con la "stupida scimmia" rimproverandolo di avergli messo a soqquadro la casa con la sua eccessiva irrequietezza (casa che, comunque, non era tanto ordinata neanche prima, come fa notare il ragazzo all' "ottuso scarafaggio"…), il tutto nell'assoluta indifferenza di Sanzo e Hakkai che, anzi, divertito da quella atmosfera così vivace propone agli amici di ripassare un'altra volta con più calma, magari fermandosi a cena da loro…e dandogli così anche l'occasione per inaugurare una nuova pentola speciale da oden che aveva appena comprato…
L'idea viene accolta con entusiasmo da tutti, soprattutto da Goku che non vede l'ora di assaggiare questa pietanza a lui sconosciuta ma che dalla descrizione (una sorta di zuppa molto saporita ricca di verdure varie, carne e tofu) sembra essere davvero squisita…del resto l'inverno è la stagione adatta per gustarlo, e quello si preannuncia lungo e carico di neve…
Neve che, però, fa riaffiorare nella mente di Goku tristi e lontani ricordi…
L'inverno sembra dunque essere arrivato…Gojyo e Hakkai, a cui Sanzo aveva assegnato l'incarico di andare a recuperare un oggetto per suo conto, sono ora giunti al tempio dove si trovano i loro amici: inutile dire che, nonostante le proteste di Gojyo, il bonzo li accoglie con la sua solita indifferenza, ovvero senza neanche offrirgli una tazza di the per ringraziarli, e indicandogli, tuttalpiù, un distributore automatico dove servirsi da soli…
Intanto Hakkai nota l'assenza nei paraggi del piccolo Goku: infatti il ragazzo si era chiuso in camera sua da due giorni poiché diceva che la neve gli faceva paura…inutili i tentativi di convincerlo ad uscire fuori a giocare come fanno gli altri bambini: ciò che lo spaventa è sì la freddezza della neve, ma una freddezza che va oltre la sensazione semplicemente fisica…una freddezza che gli fa ricordare i lunghi inverni solitari soffocati nel silenzio di una distesa innevata infinita…un silenzio che lui non poteva spezzare parlando con nessuno…
Come spiega Sanzo, la neve gli ricorda solo il freddo e la solitudine patiti in un luogo lontano da tutto e da tutti, dove non c'era nessuno da chiamare perché nessuno avrebbe potuto sentire la sua voce…un mondo bianco e silenzioso dove esisteva soltanto lui…
Il racconto spinge Gojyo a cercare una soluzione per scuotere Goku dal suo stato d'animo…e così, con la scusa di provocare "il Biondino dal grilletto facile" e "la Stupida Scimmia" li invita a seguire il consiglio del loro "sexy e fascinoso da morire" amico (ovviamente lui, anche se Sanzo non sembra affatto convinto da questa descrizione…), ovvero quello di raggiungerli per andare a mangiare insieme quell'oden di cui avevano parlato tempo prima…
Inutili le proteste di Goku, che li implora di rinviare quel banchetto ad un'altra volta: la paura di uscire fuori sembra avere il sopravvento…quando improvvisamente persino Sanzo decide di uscire (dalla finestra!!!) per raggiungere i suoi compagni, facendogli notare che a quel punto mancava davvero solo lui…
Stupito e spiazzato dal comportamento del bonzo Goku accenna ancora qualche altra protesta…ma ormai il punto debole del ragazzo è stato scoperto: una descrizione della pietanza da fare venire l'acquolina in bocca, un altro richiamo alla "stupida scimmia" da parte di Gojyo…ed ecco che anche lui, quasi senza accorgersene, è finalmente fuori…
E, muovendo i suoi primi passi sulla neve, si rende davvero conto di essere libero…
Libero di potersi muovere su quella distesa bianca che prima poteva solo vedere dalla sua prigione silenziosa…una distesa bianca che adesso non gli fa più paura perché ora su di essa c'è qualcuno ad aspettarlo…una distesa bianca su cui ora, mentre si incamminano insieme verso la tanto sospirata cena, le sue impronte non sono più le sole.