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La neve,
con il silenzioso candore che caratterizza le sue infinite distese,
è il filo conduttore che ci riporta ad episodi accaduti alcuni
anni prima dell'inizio del viaggio verso ovest
Act
3.5: " 3 years ago" ("3 anni fa")
A casa
di Gojyo e Hakkai c'è una gran confusione: Sanzo e Goku sono
passati a trovarli approfittando di un momento di pausa dal lavoro del
bonzo, e adesso Gojyo sta litigando con la "stupida scimmia"
rimproverandolo di avergli messo a soqquadro la casa con la sua eccessiva
irrequietezza (casa che, comunque, non era tanto ordinata neanche prima,
come fa notare il ragazzo all' "ottuso scarafaggio"
),
il tutto nell'assoluta indifferenza di Sanzo e Hakkai che, anzi, divertito
da quella atmosfera così vivace propone agli amici di ripassare
un'altra volta con più calma, magari fermandosi a cena da loro
e
dandogli così anche l'occasione per inaugurare una nuova pentola
speciale da oden che aveva appena comprato
L'idea viene accolta con entusiasmo da tutti, soprattutto da Goku che
non vede l'ora di assaggiare questa pietanza a lui sconosciuta ma che
dalla descrizione (una sorta di zuppa molto saporita ricca di verdure
varie, carne e tofu) sembra essere davvero squisita
del resto l'inverno
è la stagione adatta per gustarlo, e quello si preannuncia lungo
e carico di neve
Neve che, però, fa riaffiorare nella mente di Goku tristi e lontani
ricordi
L'inverno sembra dunque essere arrivato
Gojyo e Hakkai, a cui Sanzo
aveva assegnato l'incarico di andare a recuperare un oggetto per suo
conto, sono ora giunti al tempio dove si trovano i loro amici: inutile
dire che, nonostante le proteste di Gojyo, il bonzo li accoglie con
la sua solita indifferenza, ovvero senza neanche offrirgli una tazza
di the per ringraziarli, e indicandogli, tuttalpiù, un distributore
automatico dove servirsi da soli
Intanto Hakkai nota l'assenza nei paraggi del piccolo Goku: infatti
il ragazzo si era chiuso in camera sua da due giorni poiché diceva
che la neve gli faceva paura
inutili i tentativi di convincerlo
ad uscire fuori a giocare come fanno gli altri bambini: ciò che
lo spaventa è sì la freddezza della neve, ma una freddezza
che va oltre la sensazione semplicemente fisica
una freddezza che
gli fa ricordare i lunghi inverni solitari soffocati nel silenzio di
una distesa innevata infinita
un silenzio che lui non poteva spezzare
parlando con nessuno
Come spiega Sanzo, la neve gli ricorda solo il freddo e la solitudine
patiti in un luogo lontano da tutto e da tutti, dove non c'era nessuno
da chiamare perché nessuno avrebbe potuto sentire la sua voce
un
mondo bianco e silenzioso dove esisteva soltanto lui
Il racconto spinge Gojyo a cercare una soluzione per scuotere Goku dal
suo stato d'animo
e così, con la scusa di provocare "il
Biondino dal grilletto facile" e "la Stupida Scimmia"
li invita a seguire il consiglio del loro "sexy e fascinoso da
morire" amico (ovviamente lui, anche se Sanzo non sembra affatto
convinto da questa descrizione
), ovvero quello di raggiungerli
per andare a mangiare insieme quell'oden di cui avevano parlato tempo
prima
Inutili le proteste di Goku, che li implora di rinviare quel banchetto
ad un'altra volta: la paura di uscire fuori sembra avere il sopravvento
quando
improvvisamente persino Sanzo decide di uscire (dalla finestra!!!) per
raggiungere i suoi compagni, facendogli notare che a quel punto mancava
davvero solo lui
Stupito e spiazzato dal comportamento del bonzo Goku accenna ancora
qualche altra protesta
ma ormai il punto debole del ragazzo è
stato scoperto: una descrizione della pietanza da fare venire l'acquolina
in bocca, un altro richiamo alla "stupida scimmia" da parte
di Gojyo
ed ecco che anche lui, quasi senza accorgersene, è
finalmente fuori
E, muovendo i suoi primi passi sulla neve, si rende davvero conto di
essere libero
Libero di potersi muovere su quella distesa bianca che prima poteva
solo vedere dalla sua prigione silenziosa
una distesa bianca che
adesso non gli fa più paura perché ora su di essa c'è
qualcuno ad aspettarlo
una distesa bianca su cui ora, mentre si
incamminano insieme verso la tanto sospirata cena, le sue impronte non
sono più le sole.
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