name = Mel-chan replyemail = melchan@virgilio.it fiction = CERTE NOTTI Genere = Non è nè shonen-ai nè yaoi, penso si possa mettere "introspettivo", pg13(?). Certe notti sono fatte per fumarsi una sigaretta in santa pace, fatte per non farsi seghe mentali e per stare lontani da incubi notturni che non danno pace. Altre notti sono fatte per star da cani, e pensare che il maestro aveva proprio ragione a dire che si deve vivere solo per se stessi. Solo che ultimamente me ne dimentico. Me ne dimentico troppo spesso. E’che certe notti non si può restare soli…e allora anche un kappa maniaco senza invito va bene, per avere qualcuno che fuma con te una cicca, senza dire nulla, guardando la luna, pensando a tutto e nulla come te. Va bene pure qualcuno con un sorriso perenne e che a volte avresti voglia di far scomparire usando la shoerju, un qualcuno che si limita a sorridere tacendo e cercare stelle cadenti per il solo gusto di non avere nulla da chiedere perché ha tutto. Le stupide scimmie invece no, non vanno bene per certe notti. Le stupide scimmie sono troppo ingenue per starci sveglie, in queste notti; le stupide scimmie devono restarsene a dormire mugugnando nel sonno nomi di cibi assurdi, dimostrando ancora una volta che in quegli anni non sono cambiate e che perlomeno qualcosa ci rimane, sempre uguale. Certe notti diventano un vizio. Non ne puoi fare a meno, e ti fai trasportare dalle nubi che si strascicano in qua e là, proprio come ti strascichi tu da dieci anni a quella parte, ti diverti a spadroneggiare su quel tutto che ti circonda mentre te ne stai seduto su un precipizio vicino alla locanda dove avete trovato ristoro per la notte, sentendoti padrone delle stelle e di tutto ciò che hai intorno, un intorno che esiste solo di notte e che di giorno non lo trovi più tuo come di notte. Altre notti ancora invece, quando vorresti dormire, c’è un tale fracasso tale che alla fine sei costretto a metterti a giocare a ma-jong con un branco di stupidi , se non altro per non passar tutta la notte a sbraitargli contro perdendo la voce. Certe notti sei sveglio perché ti sembra che sennò non ti sveglierai mai davvero dall’apatia. Certe notti sono fatte solo per te e la shoerju, fedele compagna, forse l’unica che farebbe davvero tutto per te…anche donarti una notte eterna, però richiesta da te e non da qualche bastardo che vive a ovest e si diverte a sconvolgere il mondo con esperimenti assurdi. Più di una volta, di notte, immerso nel fumo della sigaretta che stavi fumando e nei canti dei grilli frinenti intorno, ti sei puntato la pistola alla tempia e hai tenuto fermo l’indice sul grilletto, indeciso fino all’ultimo se tirarlo e poi lasciarlo andare oppure no . Certe notti, sei rimasto in quella posizione da pazzo per ore, guardando la notte abbracciata a te, silenziosa nei suoi rumori fatti di natura, con l’impressione che fosse lei, la notte, a doverti dare la risposta a quell’amletico dubbio che ti teneva tra la vita e la morte. E poi, quando il rosa cominciava a dipingere l’orizzonte, ghignavi a te stesso e al tuo spirito incasinato, ti infilavi la shoerju nella tunica e te ne tornavi in camera a dormire un paio d’ore prima di ripartire. Certe notti la tranquillità che tanto avevi cercato durante il giorno s’ interrompeva, e il dubbio amletico del grilleto veniva interrotto dal kappa o da Sorriso Perenne. Più di una volta ti avevano trovato così, indeciso se farti davvero abbracciare davvero dalla notte, che magari ti stava dicendo che forse questa era la volta buona nella quale potevi davvero unirti a lei per sempre. Non c’erano scenate, non c’erano urla. - Lo vuoi fare davvero, stavolta? Sai…- il fumo di un kappa maniaco si univa alla nuvola prodotta da te -…la scimmia mi ha detto, qualche tempo fa, che quando lo hai trovato hai detto che era rumoroso. Ti credo. Quella stupida scimmia fa tanto di quel casino da risvegliare i morti, quando ci si mette. Ma anche tu a volti diventi rumoroso, sai? – - Stai dicendo più idiozie del solito, ne sei conscio? - - Mpfh. Ho solo detto la verità. Comunque, di rumore ne hai sempre fatto. Anche oggi, ci è mancato poco che ci buttassero fuori dal locale, con tutti quegli spari che ci hai tirato! – - Tsk. - - Non cambierai mai, eh Occhi Suadenti? – - Non è nelle mie intenzioni, kappa. Non capisco perché tu debba porre domande delle quali sai già la risposta. – - Niente, solo qualche volta fa piacere sentirsi ribadire certe cose. Soprattutto se sono cose che in fondo fanno piacere. – - Tsk – L’altro, invece, colui che della gentilezza glaciale aveva fatto uno stile di vita, ti faceva un gesto col capo, ovviamente sorridendo, quando arrivava, e si sedeva vicino a te, sul muretto dove eri impegnato a incatramarti un’ennesima volta i polmoni e a decidere se giocare o no a sparo non sparo. - Scusami per il disturbo, Sanzo. Non volevo interrompere, ma non ho proprio sonno, e allora ho pensato di unirmi. - - Nulla – - Stanotte ci sono molte stelle. E’ bello. – - Vero. - E per un’altra mattina, ti saresti svegliato. Per una altro giorno, qualche demone fuori di sé sarebbe crepato. Già. Perché se proprio dovevi morire, di certo non lo avresti fatto dopo aver scopato, come un certo kappa pervertito annunciava sporadicamente di volere invece fare, ma ancora più certamente a toglierti una volta per tutte dal mondo non sarebbe stato uno sporco demone meritevole solo di finire a concimare la terra. Si, se proprio ti toccava crepare, sarebbe stato per mano tua, della shoerju, che era un po’ te in metallo, così letale e sicura, senza ripensamenti: una volta sparato aveva sparato, e buonanotte. Tanto, se sparava un motivo c‘era sempre. Sempre. Solo una volta, una di quelle notti si era colorata di urla. Un urlo solo, a dir la verità. E non era tuo, ovviamente. Ma di una certa stupida scimmia, che con tuo sommo disappunto ti aveva trovato proprio una delle rarissime volte in cui la notte ti invitava ad ammazzarti prima che lo facesse qualche demone tipo quello della mattina, stranamente piuttosto forte, così “piuttosto forte” che tra un po’ ti staccava la testa con un gancio. E te ne stavi lì, sulla radura annacquata dalla pioggia della sera, che non aveva esattamente migliorato il tuo umore, stavi lì a far stancare il braccio destro, piegandolo ad angolo verso la tempia, quando quella stupida scimmia ti aveva urlato alle spalle: - AAAAAHHH! S-Sanzo…che vuoi fare? - Dal colpo, per poco non ti era scappato davvero l’indice sul grilletto. Eri troppo occupato a pensare per far caso all’arrivo della scimmia. E meno male che era solo Goku, se fosse stato un demone normale… -Stupida scimmia! Che diavolo ti passa per quella testaccia di legno, di vagabondare in giro a notte fonda?! – Avevi smozzicato, a voce bassa per non svegliare altri scemi addormentati, fissando la scimmia in pigiama e con gli occhi sgranati. Occhi che andavano da te dalla shoerju, ora adagiata lì sul selciato. La scimmia era rimasta lì impalata qualche secondo, poi era corsa, velocissima, ad afferrare la shoerju. - Che ti salta in mente, Sanzo?! Perché volevi…- - Come al solito non capisci niente. Non farti stupide domande scimmia, e tornatene a letto! – - Si certo, così magari domani mattina ti troviamo qui morto stecchito! Te lo scordi! – - E cosa vorresti fare allora, eh stupida scimmia? – In tutta risposta, il tuo animale si era buttata a sedere vicino a te, sempre con la pistola tenuta saldamente in mano. -Voglio restare qui, così non farai qualche sciocchezza. E la pistola ora la tengo io, così non ci sono rischi. – - Stupida scimmia, ridammi la mia roba e vattene a dormire prima che ti ammazzi sul serio! – - Sei uno stupido, Sanzo! Hakkai te lo aveva detto stamattina, che non eri ancora guarito! Avevi la febbre solo ieri! Dovevi lasciare fare a noi, oggi! Per poco quel demone…- Poi si era zittito, limitandosi a fissarti con gli occhi d’ambra spaventati. - Non vuoi morire sul serio,vero Sanzo? - Che fatica avere a che fare con i mocciosi! - Piantala di dire idiozie, stupida scimmia. E dormi.- -Cosa? – - Ho detto dormi. Per questa volta farò in modo di non farti svegliare dal tanfo di cadavere. – - Smettila di dire queste cose! – - Ho detto dormi! Forza. - E la scimmia, dopo averti tirato uno sguardo in tralice, senza capire bene che era successo, aveva appoggiato la testa alla tua gamba e si era addormentata di botto, la mano chiusa intorno alla canna della shoerju. -Tsk, stupida scimmia…- Mormoravi mentre il sonno ti prendeva, standotene sdraiato sul prato della radura del giardino della locanda. E per quella notte si poteva anche restare lì, con la compagnia di una stupida scimmia che teneva in mano una pistola scarica. Passano così, certe notti. Senza un come e un perché. E il giorno dopo arriva sempre, in qualche modo, quando bene, quando male. Però certe notti pensi che si, quella vita nella quale sei invischiato in fondo te la puoi anche godere. Giusto un po’. Se tutti i giorni ti svegli, in fondo vorrà dire pur qualcosa. Comunque, tu lo hai sempre detto: solo chi è davvero animato da una grande voglia di vivere sopravvive, in questo mondo. E se il giorno non trovi motivo per avere questa voglia, poi ci sono sempre certe notti che lo trovavo per te, il motivo per averla, anche solo con il fatto di esistere loro, le notti. Alcune di loro, poi, sono particolari. Particolari in un modo che sono notti che non le dimentichi più, lo sai. Certe notti somigliano a un vizio, e tu non vuoi smettere, smettere mai.