RELOAD GUNLOCK Episode #12 "Karakuri no Yakata~two faces~"

Sogno sepolto – La casa delle marionette (o anche “due faccie”)

 

 

 

Il gruppo di Sanzo si trova in un villaggio dall’apparenza desolata e soprattutto privo di un albergo...tuttavia è ormai già il tramonto, e il prossimo villaggio non sarebbe raggiungibile certamente prima di notte: che fare? Se non altro per placare la fame di Goku, Hakkai decide di fermarsi a comprare qualcosa da mangiare insieme agli altri, mentre Sanzo resta fuori dal negozio a fumare una sigaretta nell’attesa.

Ad un tratto un forte vento si alza, mentre un’ombra gli si avvicina alle spalle: Sanzo si volta di scatto restando sorpreso alla vista di chi gli appare dinanzi...

 

All’uscita del negozio, Sanzo e Hakuryuu sembrano spariti: tutto ciò che rimane è la sigaretta ancora quasi intera del bonzo a terra! Fortunatamente ritorna Hakuryuu che li conduce là dove probabilmente si trova Sanzo, ovvero una inquietante casa piena di burattini ancora incompleti, dove il monaco, con lo sguardo assente, è tenuto in una stanza con una videocamera puntata sul giardino; alle sue spalle si trova il misterioso rapitore, uno strano burattino vivo e dalle fattezze di un bel ragazzo, che gli bisbiglia soddisfatto quanto davvero attraente sia il suo volto.

Ad un tratto la sua attenzione è attirata dal monitor: Goku, Gojyo e Hakkai si trovano infatti davanti al cancello della villa.

 

Prima che possano interrogarsi sul da farsi, il cancello si apre e con loro grande sgomento si incamminano in mezzo ad una nutrita schiera di burattini ferma ai lati del sentiero...talmente immobili che sembra che debbano muoversi da un momento all’altro, anche se i tre cercano di sdrammatizzare su quelli che dovrebbero essere solo infondati timori...

In una tale atmosfera il colpo di grazia lo dà l’apparizione da dietro la porta dello strano ragazzino che, con voce cupa afferma che non li avrebbe fatti entrare in quella casa: detto questo le bambole si animano e si alzano in volo, aprendosi e mostrando ciò che sono in realtà, cioè degli ordigni assassini muniti di lame rotanti affilatissime e aghi incandescenti da lancio...

 

Fortunatamente per il gruppo, abituato a ben altri scontri, non è difficile difendersi, e dopo averle messe temporaneamente fuori uso tutte, vengono chiamati in disparte da un’altra bambola che appare però diversa dalle altre.

Junfa, questo è il suo nome, racconta loro ciò che sta succedendo all’interno di quella casa: il suo padrone l’aveva creata con grande amore e cura; tuttavia, dopo la sua morte, un demone era entrato all’interno di quella casa, e dopo quell’episodio a lei aveva cominciato a parlare. Questo demone, il cui nome è Shudo, era in origine un essere umano la cui anima, dopo la sua morte, aveva continuato a vivere all’interno della bambola che avevano visto. E’ un demone ossessionato dalla bellezza, che strappa i volti alle proprie vittime per usarli come una maschera sul proprio...ed è proprio questo che adesso intende fare al loro amico!! Bisogna quindi salvarlo prima che sia troppo tardi ed eliminare quel demone completamente...

Il discorso però si interrompe bruscamente, poichè la bambola sembra come sofferente per qualcosa e, gridando sconvolta, scappa via scomparendo.

Nella stanza col video intanto Sanzo è ancora in stato catatonico, mentre il demone, che ha assistito alla scena, gli annuncia che prima di prendergli la faccia dovrà dare una lezione ai suoi amici, facendo loro conoscere il dolore di essere traditi da qualcuno che si ama...

 

Gli altri nel frattempo stanno ancora vagando nella casa quando in cima alle scale, insieme al demone, appare Sanzo che con loro grande stupore punta la pistola e spara contro Goku, che, per un pelo, schiva il proiettile; il demone li avverte che quello è il suo modo di invitarli ad andarsene quanto prima, ma Hakkai capisce subito che in realtà il loro amico è sotto ipnosi, nonostante il burattino cerchi di convincerli che un vero amico non punterebbe mai un’arma contro chi ama, frase quantomeno spiazzante per i tre, conoscendo il carattere di Sanzo...^^”

Ma è Gojyo a rompere ogni indugio: “quello stupido monaco punta quella pistola contro di noi per tutto il tempo, e noi siamo sicuri come la morte di non amarlo!!”

Il demone non sembra convinto dalle loro parole, tuttavia Hakkai si prepara ad attaccare Sanzo ed esorta a fare altrettanto anche gli altri che, in verità, non sembrano affatto dispiaciuti all’idea di colpire il loro “amico”...anzi, cominciano a prendere di mira proprio il volto, sconvolgendo così i piani di Shudo che teme possano rovinare l’oggetto del suo desiderio... Alla fine però l’unico colpo che va a segno è quello di Hakkai che, grazie a una sfera di energia lo scaglia lontano: un “che diavolo state facendo??”, una faccia tutt’altro che inespressiva e un colpo di pistola verso la “stupida scimmia” sono la dimostrazione che il bonzo s’è finalmente risvegliato ed è tornato alla “normalità” anche se forse, con buona pace dei tre compagni, è più pericoloso così che sotto ipnosi...

 

Il demone ovviamente non ha gradito una simile intromissione nei suoi piani e, circondato da una forte aura maligna, si avvicina a loro con l’intenzione di riappropriarsi di ciò che voleva: il viso di Sanzo!! Questi però per tutta risposta gli spara a bruciapelo, mandandolo su tutte le furie: richiamate a sè le altre marionette del giardino le fa muovere vorticosamente attorno ai quattro, creando delle scie in grado di tagliare qualunque cosa e tenendo così in pugno i nemici.

Improvvisamente però il ragazzo si porta le mani alla faccia e nella sua testa sente la voce di Junfa che gli ordina di fermarsi; quando toglie le mani dal suo volto al suo posto c’è proprio Junfa...In realtà infatti i due sono la medesima bambola, che a quanto pare ha una doppia personalità.

La bambola prova a spiegare come sono realmente avvenute le cose: un giorno, l’anima di Shudo si era impadronito di lei e fu da quel momento che lei cominciò a parlare, ma lui non aveva mai ascoltato ciò che lei aveva da dire...

Ma di nuovo Shudo la interrompe, prendendo il sopravvento e tra i due comincia uno scontro interiore, dove Junfa implora il demone di smetterla di compiere crimini utilizzando il suo corpo e di cambiare continuamente il suo volto...

Ciò che in realtà però era accaduto non era solo questo e con un flashback viene spiegato tutto...

 

Mentre un uomo è intento a costruire una marionetta, alle sua spalle un bambino lo chiama “padre!” cercando di attirare la sua attenzione, ma senza riuscirci...l’uomo aveva occhi solo per la bambola che stava costruendo con tanta cura e il ragazzino provava un dolore fortissimo, il dolore di chi vede che la persona che ama non si accorge neanche della sua esistenza...un giorno per attirare la sua attenzione provò a imitare una di quelle bambole tanto amate dal padre, presentandosigli con una maschera sul volto, ma il padre forse non capendo il gesto, gli diede un forte schiaffo che fu troppo per i fragili nervi del ragazzo che si suicidò impiccandosi...Tuttavia la sua anima si era impadronito dell’unica cosa amata dal padre, cioè la bambola da lui costruita: in questo modo avrebbe potuto finalmente ricevere amore da lui...

Ma non fu così. Suo padre infatti distrusse tutte le marionette e provò a distruggere anche quella bambola maledetta, facendolo sentire tradito e indesirato ancora una volta...fu per questo che, disperato, gli tolse la vita con le sue stesse mani: era la punizione per non averlo mai amato!!

Ma anche Junfa finalmente può dare la sua versione e raccontare ciò che solo lei poteva sapere: il suo creatore in realtà lo amava molto, a tal punto da avere dato alla bambola le fattezze del figlio, e se lui rimuovesse tutte le facce che ha sovrapposto fino a quel momento vedrebbe che il suo vero volto è quello del ragazzo, lo stesso che può vedere su una foto che il padre portava sempre con sè...

 

Shudo però non può, o non vuole, credere a quelle parole: questa è la sua vendetta sulle bambole e sulle persone che hanno volti belli come quelli delle bambole, e non intende fermarsi!! Sanzo lo minaccia con la shoreju, a sua volta Shudo minaccia di uccidere con le sue bambole assassine i compagni del bonzo, ma alla fine, forse grazie ad un ultimo intervento di Junfa, il demone ha un momento di debolezza del quale all’istante approfitta Sanzo, sparandogli.

 

Tutto sembra finito. Le bambole si fermano cadendo al suolo. Il ragazzo morente ancora non vuole credere che davvero suo padre avesse ricreato il suo volto nella bambla da lui tanto amata. E’ Sanzo a togliere ogni dubbio, avvicinandoglisi e strappandogli la maschera attuale: sotto c’era davvero il viso del ragazzo della foto... Sul retro di questa infine Hakkai trova scritte le ultima parole del padre, e le legge al ragazzo: “Shudo, per favore perdonami. Come padre, non sono stato in grado di fare nulla per te; Non ho altre capacità a parte il costruire bambole. Io so che tu hai avuto bisogno di me, ma io non ho mai giocato con te. Era qualcosa che non ero capace di fare. Junfa era la bambola che avevo fatto per darla a te. Ma tu hai frainteso le mie intenzioni. Per favore, perdonami...”

E’ ascoltando finalmente queste parole d’amore che il ragazzo può davvero morire sereno...e probabilmente lassù in paradiso potrà finalmente ricongiungersi a suo padre.

 

Il viaggio ora può riprendere come al solito...c’è solo una cosa che ancora Gojyo non si spiega: come è possibile che qualcuno volesse la faccia di Sanzo? Del resto, con quell’espressione sempre arrabbiata sul volto, la sua faccia si rovina....