SAIYUKI RELOAD 17 - WISH (Un desiderio irrealizzabile)

 

 

Gojyo rientra nella stanza di albergo dove alloggia con i suoi compagni e trova una scena da incubo: la stanza è tutta a soqquadro e i suoi compagni sono a terra … morti.

“Deve.. deve essere un sogno” dice, non riuscendo a credere a ciò che vede “Perché siete tutti morti? che cosa è successo?”

“Perché? Perché è quello che desideravi” fa una vocetta alle sue spalle.

 

Qualche ora prima, il gruppo di Sanzo era arrivato in città e aveva trovato alloggio in una locanda. Purtroppo Hakuryuu ha la febbre alta e i quattro amici sono costretti a fermarsi lì per qualche giorno. Negli ultimi tempi, il ritmo di marcia è stato insostenibile e il draghetto è sfinito, però non tutto il male viene per nuocere: sarà una sosta che permetterà anche a loro di riposarsi.

La prima cosa da fare è comprare da mangiare, così Hakkai consegna a Gojyo la lista della spesa, dato che lui dovrà rimanere nella locanda  per badare ad Hakuryuu.

Gojyo vorrebbe che Goku venisse con lui, almeno per aiutarlo a portare le buste, ma Hakkai gli sconsiglia di portarselo dietro, altrimenti finirebbero per comprare solo cose futili.

L’unico rimasto senza fare niente è Sanzo, il quale dopo aver consegnato a Gojyo la sua Golden Card, gli ordina di comprargli le sigarette, cosa che fa venire al kappa un diavolo per capello…

 

Più tardi, con le buste della spesa in braccio, Gojyo passeggia per strada, lamentandosi di non poter rimorchiare una ragazza: con tutti quei pacchi sembra piuttosto un cameriere..

Mentre pensa a queste idiozie, la sua attenzione viene attirata da un tre brutti ceffi che stanno molestando qualcuno: pensando che fosse una bella ragazza da poter poi rimorchiare, Gojyo interviene e con un calcio stende uno dei tre bulli, ma quando scopre che la persona in difficoltà è in realtà un bambino dai capelli biondi, rimane un po’ deluso.

Il suo intervento però non è gradito dagli altri due rimasti in piedi: uno di questi estrae dalla tasca un coltello e minaccia Gojyo di ucciderlo, il quale prima di rispondere alla provocazione, lo avverte che in quel momento era di umore pessimo…

Dopo essersi liberato dei tre bulli, Gojyo offre da bere al piccolo e gli dice di tornarsene a casa, sennò i suoi genitori saranno in pensiero per lui: il piccolo, che si chiama Kinkaku([i]), risponde di essere orfano, ma di avere un fratello gemello di nome Ginkaku([ii]).

“Oni-chan([iii]), certo che sei proprio forte” commenta Kinkaku. “li hai sconfitti in un batter d’occhio”.

Gojyo è lusingato dai commenti del piccolo e risponde che quei tizi rispetto ai suoi compagni di viaggio sono meno di niente.

“Sono amici tuoi?” chiede Kinkaku.

“Uno è una stupida scimmia tutto stomaco, un altro è un monaco arrogante e acido e il terzo è uno che ti rimprovera sempre, tanto da sembrare una mamma. Da quando viaggio con loro, non solo ho perso il mio fascino, ma sono diventato il loro cameriere” commenta acido Gojyo.

“Perché rimani con tipi così fastidiosi?” chiede giustamente il piccolo.

Vedendo che Gojyo non risponde alla sua domanda, gli chiede ancora:

“Oni-chan, tu li odi?”

Gojyo rimane sorpreso della domanda e non risponde…

 

Quella sera, Kinkaku, poggiando una mano sulla schiena di un essere gigantesco, gli racconta quello che è successo e rivolgendosi a lui, lo chiama Ginkaku: il bambino gli spiega che ha intenzione di ricambiare il bene che Gojyo ha fatto a lui..

 

Nel frattempo alla locanda, Hakkai e Sanzo discutono sul perché Gojyo ci stia mettendo così tanto nel tornare, mentre Goku si diverte a far volare Hakuryuu cantando “Ho fame!!”: ovviamente Sanzo non prova la benché minima preoccupazione per il Kappa, ma solo per le sue sigarette..

Come sentono bussare alla porta, i due smettono di discutere: mentre Hakkai va ad aprire, credendo che sia il loro amico che è tornato , Sanzo cerca di far smettere Goku di cantare, dandogli l’harisen in testa.

Ma la persona alla porta non è Gojyo…

 

Intanto, il loro compagno si sta affrettando a tornare alla locanda: ormai è scesa la sera e lui si è accorto di aver fatto molto tardi. Ma una volta entrato nella loro stanza, la trova in disordine e con i suoi amici che sembrano privi di vita.

Mentre ancora Gojyo osserva sconvolto la scena, Kinkaku gli appare alle spalle. Ma le sue fattezze sono diverse: il piccolo ha le orecchie a punta tipiche della razza demoniaca e sulla fronte ha un particolare simbolo, inscritto in un cerchio. Il bambino era riuscito a nascondere la sua natura grazie ad un orecchino limitatore. Inoltre non è solo: è tenuto in braccio da un gigantesco e orrendo mostro.

“Ho esaudito il tuo desiderio, oni-chan. Questa gente era davvero cattiva. E adesso sono morti: io li ho sconfitti tutti. Ho fatto tutto questo solo perché mi hai soccorso” spiega Kinkaku.

Gojyo non riesce a credere alle parole di Kinkaku e allora gli chiede se per caso è un sicario di Gyumao. Kinkaku ignora chi sia Gyumao, ma Gojyo non gli crede e richiama a se la shakujo. Kinkaku non riesce a comprendere il comportamento di Gojyo e domanda perché si è arrabbiato in quel modo. Dopotutto era quello che voleva..

Il mostro mette a terra il bambino e si accinge ad affrontare Gojyo.

“No Ginkaku!” urla il piccolo.

Gojyo non riesce a credere alle proprie orecchie: quel mostro sarebbe il fratello di Kinkaku???

Il mostro sta per attaccarlo ma improvvisamente si ode uno sparo e l’essere si accascia a terra, tenendosi la spalla. È Sanzo! allora non era morto! Gojyo è un po’ sollevato nel vedere il monaco ancora in vita.

“Sanzo stai bene?” gli chiede Gojyo.

“Io sto bene. Ma gli altri due no.”replica il monaco, rialzandosi a fatica.

Nel vedere Sanzo vivo, Kinkaku è davvero sorpreso: “Non è possibile. Io ti avevo sconfitto.. con questo” e indica la strana fiaschetta che tiene in mano.

“Rispondi ragazzino. Dove hai preso quella zucca([iv])?” gli urla il monaco, puntandogli contro la shoreiju.

“Io non ho fatto niente di male!” urla il bambino.

Quelle parole fanno ricordare a Gojyo la sua infanzia. Anche lui da piccolo diceva le stesse cose..

Il mostro afferra Kinkaku e Sanzo si appresta a fare fuoco, ma Gojyo glielo impedisce afferrandogli il braccio. “Lurido monaco! Vuoi sparare ad un ragazzino?”

Approfittando del momento, il mostro rompe una finestra e scompare nella notte..

 

Rimasti soli nella stanza, Sanzo sferra un gancio micidiale a Gojyo: “Imbecille perché mi hai fermato? Quel ragazzino è un nemico!”

Gojyo non risponde e rimane fermo con lo sguardo assente.

“Mi dispiace” risponde..

Vedendo che quella non è la classica reazione del Kappa, Sanzo si calma e dopo un po’ gli chiede:
”E’ vero ciò che quel moccioso diceva? Che questo è il tuo desiderio?”

Gojyo racconta ciò che è successo quella mattina: quando Kinkaku gli chiese se odiava i suoi amici, Gojyo aveva risposto di no; ma Kinkaku sosteneva che se gli facevano fare il cameriere allora i suoi compagni erano persone cattive e gli promise che li avrebbe sconfitti per lui.

“Perché ho la protezione di Kami-sama” gli disse il bambino, guardando Gojyo con sguardo serio.

Gojyo ovviamente non lo aveva preso sul serio, ma di fronte l’insistenza del bambino, gli rivelò dove erano alloggiati.

Adesso però, vedendo le conseguenze del suo gesto, si sente in colpa: la responsabilità di ciò che è successo è solo sua.

 

A questo punto Sanzo racconta cosa è successo ai loro amici, ammettendo che in quel frangente erano stati molto disattenti: quando Hakkai aprì la porta, vedendo Kinkaku, immaginò che il piccolo si fosse perso. Ma il bambino era lì per ucciderli e, quando alle sue spalle comparve il mostro, l’attenzione dei tre fu catalizzata da questo: la creatura però si rivelò essere un diversivo, perché contemporaneamente, dalla fiaschetta che il bambino teneva in mano, fuoriuscirono dei tentacoli che catturandoli, risucchiarono le anime di Hakkai e Goku al suo interno.

Sanzo, che invece era stato “solamente” sbattuto contro il muro, nell’impatto aveva perso conoscenza; Kinkaku, credendo di aver preso anche la sua anima e non accorgendosi che il bonzo invece si muoveva ancora, se ne andò soddisfatto, mentre Sanzo afferrava il mozzicone della sigaretta, bruciandosi la mano: il dolore lo aveva aiutato a rimanere cosciente.

Sanzo spiega che quella fiaschetta serve a risucchiare l’anima: a causa di questa adesso Hakkai e Goku sono soltanto dei corpi senz’anima, e più rimangono in quello stato più sono in pericolo.

Gojyo a questo punto si alza.

“Dove vai?” gli chiede Snzo.

“A discolparmi. Dobbiamo prendere il ragazzino. Vado a cercare indizi.” risponde Gojyo.

“Aspetta. Se ti lascio fare andrà peggio” commenta il monaco.

“Non è proprio giornata per il segno dello Scorpione eh?” autoironizza gojyo.

 

I due si recano in un locale e chiedono al barman se ha sentito in giro parlare di un ragazzino e di un mostro. L’uomo risponde di aver sentito parlare di un mostro che vive sulla montagna vicina, ma a lui non risulta che abbia mai attaccato qualcuno. Però aggiunge che da qualche mese molte persone, gentaglia a suo dire, sono morte misteriosamente, senza ferite, come se loro anima avesse lasciato il loro corpo.

Dopo aver ringraziato il barman, i due si dirigono verso l’uscita, ma i tizi che Gojyo ha incontrato quella mattina, si rifanno sotto, più strafottenti che mai. Subito circondano Sanzo e Gojyo, per impedire loro di uscire dal locale e prendersi una rivincita per prima.

“Questo è un problema tuo, non mi coinvolgere, testa di rapa” dice Sanzo.

“Nemmeno io lo voglio, maledetto sbruffone”

“Ripetilo e ti farò vedere l’inferno” replica Sanzo caricando la shoreiju.

“L’inferno eh? Lo vedrò se continuerò ad andare in giro con una signora come te” replica Gojyo.

Da qui scoppia una tremenda lite, dove i due si scambiano insulti a non finire, ignorando completamente i presenti, che nel frattempo si erano radunati intorno, i quali sentendosi un po’ alienati, cercano di interromperli: un grave errore, perché Sanzo e Gojyo non perdono occasione per scaricare la loro rabbia repressa su di loro...

Quindi, dopo essersi sfogati a sufficienza, i due si dirigono alla volta della montagna, alla ricerca di Kinkaku e del suo fratello “gemello”…


[i] Kinkaku significa Casa d’oro.

[ii] Ginkaku significa Casa d’argento.

[iii] Oni-chan significa fratellone.

[iv] La fiaschetta viene definita zucca del pellegrino.